“La critica ai socialisti utopistici anticipa qui [Marx-Engels, ‘Il manifesto’, ibid., p. 231, ndr] un giudizio che più tardi è ripreso da Engels e cioè la positività di questi sistemi che riescono a vedere «l’antagonismo delle classi e anche l’efficacia degli elementi dissolventi nel seno della stessa società dominante». Il limite più evidente di Saint-Simon, Fourier, Owen è il non aver colto – e questa osservazione pone ancora una volta in luce la connessione tra critica e prospettiva rivoluzionaria – le possibilità di «attività storica autonoma» del proletariato e, dunque, la creazione di un «movimento politico» (24). E’ proprio la mancanza, in questi sistemi, di una rigorosa critica scientifica della società che conduce alla arbitraria sostituzione di «condizioni immaginarie» alla «organizzazione del proletariato in classe». «La storia futura si dissolve per essi nella propaganda e nell’esecuzione pratica dei loro progetti di società» (25). E l’incapacità di cogliere le forme specifiche delle formazioni sociali, gli stessi processi nelle lotte delle classi, addirittura gli antagonismi presenti, conduce alla sopravvalutazione del proprio sistema («miglior progetto possibile della miglior società possibile») e al disconoscimento dell’azione politica rivoluzionaria. In definitiva, i sistemi socialisti, pur considerati nella loro positività («hanno fornito materiale preziosissimo per illuminare gli operai», sono costantemente considerati in rapporto al processo storico-materiale dei rapporti di produzione e delle forze produttive. «L’importanza del socialismo e comunismo critico utopistico sta in rapporto inverso allo sviluppo storico. Nella stessa misura che si sviluppa e prende forma la lotta fra le classi, perde ogni valore pratico, ogni giustificazione teorica quello immaginario sollevarsi al di sopra di essa, quella lotta immaginaria contro di essa» (26)” [Giuseppe Cacciatore, ‘Ragione e speranza nel marxismo. L’eredità di Ernst Bloch’, Dedalo, Bari, 1979] [(24) «Alcuni di questi romanzi, per esempio il sistema di Fourier, sono elaborati con autentico spirito poetico, come i sistemi di Owen e di Cabet, sono fatti senza alcuna fantasia, ma in base a un calcolo sottile o a un adattamento scaltramente avvocatesco alel idee della classe da influenzare. Quando il partito si sviluppa, questi sistemi perdono ogni importanza e sono conservati tutt’al più come nomi di richiamo» (K. Marx, F. Engels, ‘L’ideologia tedesca’, cit., p. 455; (25) Marx-Engels, ‘Manifesto’, cit., p. 232; (26) Ibid.]

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