“Arnold Ruge, direttore della principale rivista dei Giovani hegeliani, gli «Hallische Jahrbücher» fu il primo a destare in Marx l’interesse per il giornalismo, che gli diventò subito congeniale; i Giovani hegeliani puntavano molto sulla stampa, e tra tutte le riviste riuscirono a pubblicare un totale di ventimila pagine. (…) Il suo primo articolo, del febbraio, viene indirizzato a Ruge con una lettera di accompagnamento in cui l’autore si offre di recensire libri e di porre tutte le proprie energie al servizio del giornale (5). Lo stile di Marx denota già le caratteristiche ricorrenti in tutte le opere successive; il temperamento radicale e scevro da compromessi, l’amore per la polarizzazione, il metodo di ragionare per opposti con ‘reductio ad absurdum’, tutti questi elementi lo inducono a scrivere con uno stile basato sulle antitesi. Il gusto degli slogans, la disposizione delle idee in senso ascendente, l’uso ripetuto dell’anafora, del parallelismo, dell’antitesi, del chiasma (gli ultimi due in modo particolare), sono tutte caratteristiche marxiane. Il primo articolo verte sulle nuove istruzioni per la censura in Prussia date da Federico Guglielmo IV nel dicembre del 1841. (…) Capolavoro di esegesi polemica, il primo articolo politico di Marx dimostra il suo grande talento di scrittore di trattati in quello stile alla Boerne che saprà sempre mantenere; carico d’intransigenza liberale, con lo scopo preciso di smascherare lo pseudo-liberalismo delle istruzioni di censura, il pezzo trae ispirazione innanzitutto dal ‘Tractatus’ dello Spinoza, il cui capitolo finale ha per titolo una citazione di Tacito che Marx utilizza per concludere: ‘Rara temporum felicitas, ubi quae velis sentire et quae sentias dicere licet’ (19). Nella seconda metà del 1841, Marx aveva letto a fondo Spinoza, trascrivendone molti brani sulla miseria che genera l’illusione e sull’utilizzazione della religione comee strumento di consolazione e di sfruttamento per fini politici (20). Per il censore, l’artiolo era eccessivo e non fu pubblicato negli «Jahrbücher»: uscì invece in Svizzera, a febbraio del 1843, negli ‘Aneddoti sulla nuova filosofia tedesca e sul giornalismo’ [Anekdota zur neuesten deutschen Philosophie und Publizistik’], una raccolta di scritti bloccati dalla censura e ordinati in volume dal Ruge” (pag 84-91) [David MacLellan, Marx prima del Marxismo. Vita e opere giovanili, Einaudi, Torino, 1982] [(5) Cfr. lettera a Ruge: MEGA 1, I (2), pp. 266-67; (19) Tacito, ‘Historiae, I, p. 1; (20) Cfr. anche C. Wackenheim, ‘La faillite de la religion d’après Karl Marx’, Paris, 1963, pp. 104 sgg.]

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