“Engels ha scritto una ‘Dialettica della natura’ sulle orme di Hegel, dalla ‘Filosofia del diritto’ di Hegel Marx ha mutuato la fondamentale distinzione «società civile – Stato» ed altro ancora, che è di valore contenutistico e non più solo «metodologico». ‘L”Estetica’ di Hegel è prevalentemente basata sui rapporti sociali ed è correlata ad essi in modo volutamente significativo e concreto non meno dell’ «ideale»; Marx si riferisce al concetto di arte hegeliano dovunque il fatto ideologico sfoci nel fatto «cultura». Lenin lo tiene presente, allorché afferma che «la dottrina di Marx è sorta come ‘continuazione’ diretta e immediata della dottrina dei più grandi rappresentanti della filosofia, dell’economia politica e del socialismo» (‘Drei Quellen und drei Bestandteile des Marxismus’, Werke, XVI, p. 349; Cfr. Lenin, ‘Tre fonti e tre parti integrali del marxismo’, in Opere, Roma, Editori Riuniti, 1954-1970, vol. XIX, p. 9). Amplissime parti di Hegel – meno che mai va dimenticata la ‘Filosofia della religione’ (Sinistra hegeliana, Feuerbach) appartengono perciò alla storia dei tramiti culturali del marxismo, del marxismo che, come è noto non è concluso. In ciò il marxismo è, e resta, anche come «continuazione», un ‘novum’, nei confronti non solo di Hegel, ma dell’intera filosofia fino ad allora; un ‘novum’ poiché qui si palesa la filosofia non, come fino ad allora, d’una società di classi, bensì dell’abolizione della società di classi” (pag 427-428) [Ernst Bloch, ‘Soggetto – Oggetto. Commento a Hegel’, Il Mulino, Bologna, 1975, pag 428-429]

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