“Della polemica Lerda-Bernstein ci una certa conoscenza e una risonanza non limitata nell’ambito dei dibattiti ideologici del movimento operaio europeo, che aveva allora il suo più prestigioso organo di diffusione e orientamento teorico nella ‘Neue Zeit’, sulla quale appunto il Lerda ebbe l’onore di trovare ospitalità (37) e un interlocutore di così grande prestigio come il Bernstein. Ancora nel 1925 Paul Frölich, scrivendo l’introduzione alle opere complete di Rosa Luxemburg (38) curate da Clara Zetkin e Adolf Warsky, nel citare gli scritti della Luxemburg diretti contro il revisionismo bernsteiniano, ricorda il nome di Giovanni Lerda come di uno tra quei socialisti coi quali il EBernstein entrò in polemica ancora nel periodo in cui difendeva l’ortodossia marxista contro coloro che esprimevano «richtige Gedanken in verschrobener Form» e cioè «pensieri giusti in forma bislacca». Il saggio del Lerda dal titolo ‘Die Taktik der sozialdemokratischen Partei’ appariva sul n° 14 della rivista nel gennaio del 1897 ed aveva per tema centrale l’intransigenza come imprescindibile esigenza di una autentica «tattica» di classe socialista. La circostanza particolare voleva che la pubblicazione del lungo articolo cadesse proprio nel momento in cui colui che doveva insieme col Kautsky del prestigio di difensore d’ufficio, e di depositario erede, del marxismo, stava attraversando la fase acuta di quel travaglio ideologico che doveva portarlo più tardi ad essere l’eretico numero uno del movimento operaio legato alla II Internazionale. Gli anni 1896-’98 sono caratterizzati dalla più fervida maturazione delle esperienze londinesi del Bernstein a contatto con i gruppi fabiani del movimento operaio inglese: sono gli anni in cui egli scrive sulla ‘Neue Zeit’ quella serie di saggi, ‘Probleme des Sozialismus’, che, pur non suscitando all’inizio alcun sospetto nella socialdemocrazia tedesca, costituiscono tuttavia il primo nucleo di osservazioni che troveranno una definitiva formulazione nelle ‘Voraussetzungen des Sozialismus’ che il Congresso di Hannover scomunicherà nel 1899. L’articolo ‘Klassenkampf und Kompromiss’ (39) con cui Bernstein risponde polemicamente al Lerda (accogliendo così l’invito che la redazione stessa della ‘Neue Zeit’ aveva fatto ai suoi collaboratori di promuovere una discussione intorno alle tesi del corrispondente da Genova) costituirà, insieme con l’altro articolo ‘Die Theorie des Zusammenbruchs und der Kolonialpolitik’ (che il Bernstein pubblica rispondendo all’inglese Belfort-Bax, dal quale era stato accusato di aver messo in dubbio la teoria degli scopi finali del socialismo (40) la prima allarmante rivelazione dell’eresia che si è introdotta nel pensiero del redattore del programma di Erfurt. Nella loro polemica dovrebbero essere di fronte un Bernstein depositario dell’ortodossia socialista e un Lerda deviazionista. In realtà, si verifica un singolare capovolgimento per cui è Lerda che, malgrado la «forma bislacca» dei suoi pensieri, tende con forza ad esprimere un contenuto intransigente e rivoluzionario e trova nel Bernstein l’antagonista revisionista che smantella con la tecnica freddezza di una dialettica formale scaltrita la sua costruzione teorica, evitando di discernere nella sovrastruttura mitologica concettuale del Lerda quanto in esse incideva la scarsezza speculativa arcaica del suo interlocutore e quanto di genuinamente rivoluzionario vi si proiettava in modo appassionato ancorché confuso. La precarietà del pensiero intransigente del Lerda diveniva per il Bernstein un ulteriore incentivo giustificatore per la formulazione di teorie che sviluppavano con abile coerenza gli spunti concettuali evoluzionisti-riformisti dei quali il Lerda si era servito come di un pericolosamente ingenuo apparato culturale. Non c’è dubbio che il pensiero del Lerda conteneva ampie possibilità di sviluppi teorici gradualistici e integralistici (e una lettura attenta di tutti i suoi scritti, compreso quello che determinò la polemica con il Bernstein, avvalora questa affermazione), ma è altrettanto certo che l’accento ideologico de ‘Il socialismo e la sua tattica’ era combattivamente intransigente. Tra l’altro, l’accoglienza che lo scritto ebbe da parte del PSI fu freddissima” (pag 51-52) [Carlo Finale, ‘Gli anni genovesi di Giovanni Lerda e la polemica con Bernstein’, Movimento operaio e socialsita, Genova, N. 1, 1962] [(37) G. Lerda, ‘Die Taktik der sozialdemokratischer Partei’, in ‘Die Neue Zeit’, 1896-97, pp. 420-431; (38) Rosa Luxemburg, ‘Gesammelte Werke’, herausg. von Clara Zetkin und Adolf Warsky, Band III, 1925, pag 16; (39) Ed. Bernstein, ‘Klassenkampf und Kompromiss’ in ‘Die Neue Zeit’, 1896-97, pp. 516-24: (40) Cfr. Peter Gay, Das Dilemma des sozialdemokratischen Sozialismus, Nest Verlag, pag 85 e passim; (41) G. Lerda, ‘Il socialismo e la sua tattica’, Genova, Libreria Moderna, 1902, p. 5. La prima edizione era stata pubblicata nel 1897 dalla Libreria Editrice Ligure (estratto dalla ‘Rivista di sociologia’, ottobre-novembre 1896)]

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