“All’interno delle Società fiorentine, che alla fine del 1871 si erano unite assumendo il nome di Società dell’unione dei liberi pensatori, [Luigi] Stefanoni si fece portatore di un socialismo moderato in polemica sia con Marx ed Engels, sia con Bakunin, prendendo una posizione diversa da molti altri dirigenti del ‘Libero pensiero’. Per loro la propaganda razionalista e l’anticlericalisjmo era un fine, invece per Stefanoni deve essere un mezzo per diffondere le idee di emancipazione sociale (…). La svolta in senso “socialistico” di Stefanoni e della sua rivista avvenne dopo l’esperienza comunarda parigina, benché già prima il periodico “Il Libero Pensiero” aveva assunto posizioni polemiche contro Mazzini criticando come dogmatica la formula «Dio e popolo» e accusando il Genovese di intransigenza ideologica e intolleranza verso sistemi politici che non contemplavano un principio religioso. La dura presa di posizione di Mazzini contro la Comune fu dunque l’atto conclusivo di una polemica che si trascinava da anni. Nel 1871 la rivista si schierò apertamente a favore dell’Internazionale e divenne l’organo di stampa della Sezione di Napoli diretta da Carlo Cafiero, cominciando la pubblicazioni delle risoluzioni del Consiglio generale di Londra. Non a caso un anno dopo ritroveremo, come si vedrà in seguito, Stefanoni tra i fondatori della Sezione di Firenze. Ma l’interesse principale di quest’ultimo era di rafforzare il movimento razionalista, vera e propria ‘conditio sine qua non’ per creare un terreno favorevole alla penetrazione dell’Internazionale in Italia. Questa sua posizione lo pose prima in rottura con Cafiero e i bakuninisti, da cui lo divideva anche e soprattutto il ricorso alla strategia insurrezionalista, e successivamente anche con il Consiglio di Londra” (pag 120) [Marco Novarino, ‘Tra squadra e compasso e Sol dell’avvenire. Influenze massoniche sulla nascita del socialismo italiano’, Università Popolare di Torino Editore, Torino, 2013]