“Lenin, ancor alla fine dello stesso anno di uscita del ‘Briefwechsel’, stilava un articolo critico-storico che avrebbe dovuto esser pubblicato nei mesi successivi: ma in effetti restò incompiuto e soltanto nel 1920 egli ne curò la stampa sulla ‘Pravda’ (9). Lenin sviluppava il suo discorso soffermandosi su tre tematiche diverse. Da un lato metteva in luce il ricchissimo materiale, «prezioso» veramente, che dal carteggio si poteva trarre per l’interpretazione storica di tutti gli anni centrali del secolo XIX e per seguire la linea evolutiva e di affermazione del movimento operaio internazionale. Da un altro lato, biasimava Bernstein – al quale soltanto era imputabile la responsabilità dell’opera – per tutta una serie di errori «tecnici», editoriali, ecc., per le soppressioni di molti passi e così via, che davano luogo a un’«insoddisfazione» soprattutto «ideologica», che «falsificava» il pensiero di Marx e di Engels, e che egli coerentemente imputava al fatto che il tedesco, «dopo la sua ‘evoluzione’ tristemente famosa verso le concezioni opportunistiche estreme», non avrebbe dovuto farsi editore di lettere «profondamente permeate di spirito rivoluzionario». Infine Lenin – che sulla base del carteggio riusciva a ricostruire con chiarezza le fasi storiche dell’affermazione del socialismo marxista (10) – dava anche un esemplare giudizio sull’«immensità» del «valore scientifico e politico» deducibile dalle lettere. «Non soltanto Marx ed Engels», scriveva con parole che è opportuno riprendere nella loro integrità (11), «appaiono qui, davanti al lettore, con un rilievo particolare, in tutta la loro statura, ma il ricchissimo contenuto teorico del marxismo si rivela con sorprendente evidenza, poiché Marx ed Engels ritornano spesso nelle lettere sugli aspetti più diversi della loro dottrina, sottolineando e spiegando – a volte discutendo insieme e convincendosi l’un l’altro – quanto c’è di più nuovo (rispetto alle concezioni anteriori), di più importante, di più difficile. Davanti al lettore si svolge con vivacità sorprendente la storia del movimento operaio di tutto il mondo nei suoi momenti più importanti e nei punti più essenziali. Ancor più preziosa è la storia della ‘politica’ della classe operaia. Per le ragioni più varie, nei diversi paesi del mondo antico e del mondo nuovo, nei diversi momenti storici, Marx ed Engels esaminano quel che è più importante dal punto di vista dei principi ‘nell’impostazione’ delle questioni relative ai compiti ‘politici’ della classe operaia. E l’epoca abbracciata dal carteggio è appunto l’epoca della separazione della classe operaia dalla democrazia borghese, l’epoca in cui sorse il movimento operaio indipendente, l’epoca in cui si fissarono le basi della tattica e della politica proletarie»” (pag 321-322) [Gian Mario Bravo, ‘L’edizione italiana dell’opera epistolare di Marx e di Engels’, estratto da ‘Critica marxista’, Roma, n. 3-4, maggio-agosto 1973] [(9) N. 268, 28 novembre 1920, ora con il titolo ‘Il carteggio Marx-Engels’ in V.I. Lenin, ‘Opere complete’, vol. XIX, Roma, Editori Riuniti, Roma, 1967, pp. 514-520; (10) Ivi, pp. 516-520; (11) Ivi, p. 515]
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- Articolo pubblicato:31 Ottobre 2025
