“Con il termine “diffusione” intendiamo di solito una grossa campagna propagandistica, tirature consistenti, numerose note e recensioni sulla stampa. Poteva essere così per Il Capitale? Il contenuto del libro, il metodo di ricerca utilizzato dall’ autore e infine la sua mole non consentivano che l’opera di Marx, nonostante la tiratura relativamente alta dell’edizione francese, e della sua ristampa, avesse un’immediata e rapida diffusione, come ad esempio accadde per il Manifesto del partito comunista. Per diffondere con successo un libro sul mercato librario francese, occorreva usualmente esporre il testo nelle vetrine dei librai, annunciarlo sulla stampa, registrarlo presso la Biblioteca nazionale di Parigi, far pubblicare recensioni sui giornali. L’edizione francese dell’opera di Marx apparve invece in un periodo di repressione poliziesca scatenata dalla reazione, e si aprì lentamente la strada verso il lettori. Tolto dalla vetrina della casa editrice ‘La Châtre’ insieme ad altre opere «di cattiva fama», come le chiamavano gli avversari del marxismo, ‘Il Capitale’ si scontrò anche con il rifiuto da parte degli editori dei giornali borghesi di reclamizzare un libro scritto da un dirigente dell’ Internazionale. La borghesia mirava a sottomettere i lavoratori alla propria influenza, a istradarli verso il tradeunionismo e il cooperativismo e tentava in ogni modo di sradicare le tradizioni rivoluzionarie e socialiste. In Francia gli economisti borghesi, secondo l’esempio dei loro confratelli tedeschi, cercarono di stendere una coltre di silenzio sul ‘Capitale’. E quando questa politica si rivelò irrealizzabile, intervennero con articoli che travisavano le idee del libro (Maurice Block, Émile de Laveleye, ecc.). Alcuni economisti, pur riconoscendo che l’autore, con la sua erudizione, aveva accumulato «un Monte Bianco di fatti» in appoggio alle sue argomentazioni, prendevano le distanze dalle sue conclusioni; altri invece, sapendo di non poter confutare, esageravano le difficoltà che avrebbero incontrato i lettori per la sua comprensione” (pag 152) [Anna V. Uroeva, ‘La fortuna del «Capitale»’, a cura di Gian Mario Bravo, Editori Riuniti, Roma, 1974]
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- Articolo pubblicato:22 Ottobre 2025
