“La dottrina hegeliana della società civile (‘bürgerliche Gesellschaft’) non attrasse negli stessi segua i ed ammiratori attenzione adeguato al suo intrinseco valore, al posto che essa occupa nell’economia generale e particolare del sistema hegeliano, all’influenza storica esercitata. L’attenzione degli studiosi fu di preferenza rivolta alla dottrina dello Stato, nella quale Hegel, quando non obbedì a preoccupazioni polemiche, personali, contingenti, andò tanto oltre nella rappresentazione ideale dello Stato da cadere nell’utopia. Non sfuggì all’acume del Marx l’importanza di questa parte del sistema hegeliano. Nella prefazione a: ‘Zur Kritik der politischen Oekonomie’ (1859) egli afferma che dallo studio della società civile di Hegel fu portato a ricercare nei rapporti materiali della vita il fondamento dei rapporti giuridici e delle forme politiche dello Stato, a intendere in termini economici la struttura intima della vita sociale (1). Basti dire che la società quale dal Marx fu intesa non è che la stessa società civile di Hegel elevata ad espressione di tutti i valori oggettivi in luogo dello Stato. Ciò passò quasi inosservato ai molti che nel sistema hegeliano cercarono le premesse della dottrina marxista (2). Devesi a loro giustificazione riconoscere che qui più che altrove lo schematismo dialettico in cui Hegel costrinse come in un letto di Procuste il suo pensiero, oscurò la sua profonda visione della realtà sociale. Non è dubbio per noi che in questa parte del suo sistema di filosofia giuridica Hegel ha lasciato un’orma incancellabile” (pag 209-210) [Gioele Solari, a cura di Luigi Firpo, ‘La filosofia politica. II. Da Kant a Comte’, Laterza, Bari Roma, 1974] [(1) Notevole a questo riguardo è il commento del Marx ai §§ 261-313 della ‘Rechtphilosophie’ di Hegel, pubblicato la prima volta dal Rjazanov nell’edizione da lui curata delle opere Marx-Engels (Marx-Engels ‘Gesamtausgabe’, I Abt., Bd. I, I Halb., Frankfurt a.M. 1927, pp. 401-553: ‘Kritik des Hegelschen Staatsrechts’). Fu scritto nel marzo-agosto 1843 e tratta largamente della società civile in rapporto allo Stato (pp. 480 sgg.) per dimostrare che la società civile è la realtà, mentre lo Stato hegeliano è una astrazione senza contenuto. Il commento fu illustrato dal Capograssi, ‘Le glosse di Marx a Hegel’, in ‘Studi in onore di G. Del Vecchio, Modena, 1930, vol. I, pp. 54-71; (2) Per limitarci ai nostri più autorevoli interpreti del pensiero marxista, né il Labriola (‘Essais sur la conception matérialiste de l’histoire’, 2a ed., Paris, 1902), né il Croce (‘Materialismo storico ed economia marxista’, 3a ed., Bari, 1918), né il Gentile (‘La filosofia di Marx’, Pisa, 1899), né il Mondolfo (‘Il materialismo storico di F. Engels’, Genova, 1912); ‘Sulle orme di Marx’, 3a ed., Bologna, 1923), trattando del materialismo storico diedero rilievo alla società civile, che di quello fu il precedente teorico e storico. Teresa Labriola trattò in una prolusione: ‘Del concetto teorico della società civile’, (Roma 1901) con esplicito riferimento all’Hegel (p. 15), ma per affermare vedute proprie]