“«Il suo nome vivrà nei secoli, e così la sua opera!». La mente di Karl Marx aveva cessato di pensare da poche ore e già Friedrich Engels la consegnava al futuro. Un secolo è passato e sono passate alcune generazioni di militanti marxisti. Di tanti avversari, detrattori, calunniatori, affossatori di Karl Marx la polvere della storia non ha lasciato traccia come non ne lascerà dei loro epigoni moderni professionalmente intenti a decretare ogni giorno il superamento del marxismo. L’opera di Marx, invece, vive e si appresta a proseguire il suo lungo cammino nel secondo secolo accompagnata dalla serena certezza del vecchio Engels. Essa vive perché gli uomini possono fermarsi ma non la storia. Essa vive perché ha ancora da rivelare e dispiegare tutta la sua potenza di comprensione scientifica e di trasformazione rivoluzionaria del mondo. «Così come Darwin ha scoperto la legge dello sviluppo della natura organica, Marx ha scoperto la legge dello sviluppo della storia umana – dice Engels – … la produzione dei mezzi materiali di esistenza e, con essa, il grado di sviluppo economico di un popolo e di un’epoca in ogni momento determinato costituiscono la base sulla quale si sviluppano le istituzioni statali, le concezioni giuridiche, l’arte ed anche le idee religiose degli uomini, e partendo dalla quale esse devono venire spiegate, e non inversamente, come si era fatto finora». L’opera di Marx vivee perché è la scoperta scientifica di ciò che determina il movimento storico. L’enorme montagna dei fatti concreti dell’ultimo secolo, l’infinita somma dei rapporti sociali stabiliti e movimentati da miliardi di uomini, la sterminata mappa di risultati oggettivi, il gigantesco cimitero delle idee, delle volontà, dei desideri, delle passioni degli individui e delle classi stanno a testimoniare come la storia è stata determinata dai fattori costanti che il genio di Marx ha scoperto e definito come legge di sviluppo. I detrattori di Marx sostengono che la sua opera è utopica e millenaristica perché affida alla storia un fine che non può avere. La concezione materialistica della storia non può attribuire fini allo sviluppo della specie umana, sviluppo che è un aspetto della dialettica della natura: quando Engels paragona Marx a Darwin questo lo sa perfettamente. Invece di perdere tempo in noiose confutazioni dell’inesistente, i critici di Marx dovrebbero cercare di dimostrare che la storia di un secolo ha avuto un corso diverso dal movimento scoperto da Marx. Ma non possono farlo. La storia si è sviluppata secondo la legge scoperta da Marx. Creazione di un mercato mondiale, estensione del modo capitalistico di produzione nell’interno pianeta, centralizzazione del capitale e centralizzazione dei mezzi di produzione, maturazione del capitalismo in imperialismo, imputridimento parassitario, burocratizzazione, militarizzazione, ingrandimento dello Stato che nelle varie forme politiche rappresenta la dittatura del capitale, sono tutti aspetti di un processo di evoluzione sociale che alla luce della scoperta scientifica di Marx è possibile cogliere nella sua complessità e comprendere nella sua essenzialità” (pag 196-197) [Arrigo Cervetto, ‘Opere scelte’, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2025, Biblioteca giovani]
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- Articolo pubblicato:7 Agosto 2025
