“Max Stirner, pseudonimo di Johann Kaspar Schmidt (1806-1856), fu un insegnante di scuole private, ed ebbe una vita infelice: nella sua unica opera di ampio respiro, ‘Der Einzige und sein Eigentum’ (L’unico e la sua proprietà), apparsa nel 1844-1845, alla quale fanno da contorno alcuni pochi scritti e traduzioni, egli espresse sia la delusione e il disinganno verso l’umanità e la collettività, che erano state tanto avare con lui, sia l’odio nei confronti della società borghese, alla quale era imputabile la corruzione dell’uomo. Il suo giudizio demolitore partiva dal dibattito della sinistra hegeliana, specie da Feuerbach nella critica alla religione, e giungeva a due conseguenze estreme, la negazione di Dio e dello Stato, e per contro all’esaltazione dell’Io individuale. Fin dal 1842 Friedrich Engels aveva scoperto in una sua operetta satirica l’elemento anarchico presente in Stirner: «Vedete Stirner, che accortamente, respinge ogni ostacolo. Per il momento beve ancora birra, ma berrà presto sangue come se fosse acqua. Mentre gli altri urlano ‘A bas les rois’, egli aggiunge ‘A bas aussi les lois’» (12). Stirner passò all’anarchismo – che viene qualificato «individualistico» – con l”Unico’, rovesciando l’hegelismo della sua formazione originaria” (pag 267-268) [Gian Mario Bravo, ‘L’anarchismo. Estratto dalla ‘Storia delle idee politiche, economiche e sociali’, diretta da Luigi Firpo’, Utet, Torino, 1972] [(12) F. Engels, ‘The Triumph des Glaubens’ (1842), in K. Marx, F. Engels, Historisch-kritische Gesamtausgabe’, Berlin, 1929, vol. 1-2, pp. 267 segg]
- Categoria dell'articolo:Nuove Accessioni
- Articolo pubblicato:22 Luglio 2025
