“[Può] Grimm ignorare che la destra di Zimmerwald, o centro, prende posizione nell’odierno movimento socialista ‘contro’ la rottura immediata con l’Ufficio socialista internazionale dell’Aja, con l”Ufficio dei socialpatrioti?’ che la sinistra è ‘per’ questa rottura? che i rappresentanti del gruppo «Internazionale» – e Liebknecht appartiene a questo gruppo – si sono battuti contro la convocazione dell’Ufficio socialista internazionale e per la rottura con esso? (…) [H]a forse Grimm dimenticato che il socialpacifismo, recisamente condannato dalla risoluzione di Kienthal, è divenuto proprio oggi la piattaforma del centro in Francia, in Germania e in Italia? che l’intero partito italiano, il quale non ha protestato né contro le numerosi mozioni e dichiarazioni socialpacifistiche del proprio gruppo parlamentare né contro il vergognoso discorso di Turati del 17 dicembre, è sulla piattaforma del socialpacifismo? che i due gruppi tedeschi di sinistra, gli ISD (Socialisti internazionalisti di Germania) e l’«Internazionale» (o gruppo «Spartaco», al quale appartiene Liebknecht), dimentichi, inoltre che i più nocivi socialimperiasti e socialpatrioti di Francia, con Sembat, Renaudel e Jouhaux alla testa, hanno votato ‘anch’essi’ risoluzioni socialpacifistiche e che in tal modo è stato messo a nudo con singolare chiarezza il significato reale e oggettivo del socialpacifismo. (…) Grimm aderisce proprio alle posizioni del centro quando consiglia al partito svizzero di «limitarsi» a rifiutare i crediti di guerra e la pace civile, come ha fatto il partito italiano. Egli critica le proposte della maggioranza dal punto di vista del centro, perché questa maggioranza vuole avvicinarsi alla posizione di ‘Liebknecht’. Grimm si schiera a difesa della chiarezza, della sincerità e dell’onestà. D’accordo! Ma queste eccellenti qualità non impongono forse di distinguere chiaramente, sinceramente e onestamente le concezioni e la tattica di Liebknecht da quelle del centro e di non metterle nello stesso sacco? Essere con Liebknecht significa: 1. attaccare il nemico principale nel proprio paese; 2. smascherare i socialpatrioti del proprio paese (e, col vostro permesso, compagno Grimm!) non unirsi a loro contro i radicali della sinistra; 3. criticare e denunciare apertamente le debolezze non solo dei socialpatrioti, ma anche dei socialpacifisti e dei «centristi» del proprio paese; 4. servirsi della tribuna parlamentare per incitare il proletariato alla lotta rivoluzionaria, per indurlo a rivolgere le armi contro la propria borghesia; 5. diffondere pubblicazioni illegali e organizzare riunioni clandestine; 6. organizzare manifestazioni proletarie come quella di piazza Potsdam a Berlino, dove è stato arrestato Liebknecht; 7. chiamare allo sciopero gli operai dell’industria di guerra, come ha fatto, con i suoi appelli clandestini, il gruppo «Internazionale»; 8. dimostrare apertamente la necessità di «rinnovare» a fondo gli attuali partiti, che si limitano ad un’attività riformistica, e agire secondo l’esempio di Liebknecht; 9. respingere categoricamente la difesa della patria nella guerra imperialistica; 11. intervenire con altrettanta intransigenza contro i dirigenti sindacali, che in tutti i paesi, e specialmente in Germania, in Inghilterra e in Svizzera, costituiscono l’avanguardia del socialpatriottismo e dell’opportunismo, ecc.” (pag 280-281) [V.I. Lenin, ‘Palude immaginaria o reale?’, scritto in tedesco alla fine del gennaio 1917, pubblicato in russo in ‘Miscellanea di Lenin, XVII, 1931] [(in) V.I. Lenin, Opere XXIII. Agosto 1916 – marzo 1917, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM*]

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