“In una lettera del 1879 al populista N.L. Danielson (traduttore del ‘Capitale’ in russo) Marx riassumeva, in un breve giudizio, le riflessioni che egli veniva facendo sulla crisi che ormai da sei anni stringeva in una morsa l’economia internazionale. «Quali che siano gli sviluppi di questa crisi – sebbene per chi indaga la produzione capitalistica e per il teorico di professione sia importantissimo osservarla in tutti i suoi particolari – essa passerà come le precedenti dando inizio a un “nuovo ciclo industriale” con tutte le sue varie fasi di prosperità eccetera. Ma sotto il manto di questa società inglese in “apparenza” solida sta in agguato un’altra crisi, la ‘crisi agraria’, che lascerà dietro di sé grandi e seri cambiamenti della sua struttura sociale». Questa osservazione di Marx non è trascurabile e suggerisce una analisi meno «lineare» e scontata dello svolgimento e delle conseguenze della Grande Depressione. Nel giudizio di Marx vi era infatti come l’inquietante avvertimento di un processo, annidato dentro la crisi, i cui sviluppi gli apparivano «seri e grandi» quanto imprevedibili” (pag 27); “Solo Marx, secondo la testimonianza di Engels nella prefazione al III Libro del ‘Capitale’, continuava il lavoro di ricerca, cominciato proprio nel 1870, sull’agricoltura (in particolare americana e russa) e sull’agronomia. Ed è certo questo studio che gli permetterà di intravvedere, qualche anno dopo, l’inizio di una mutazione del capitalismo provocata dalla crisi agraria. E’ un fatto, però, che il silenzio dei partiti socialisti, che durerà fino al 1899, cioè fino alla ‘Questione agraria’ di Kautsky, si riverberà anche sulla storiografia della Grande Depressione, besti pensare che neanche Maurice Dobb, tanto per indicare un esempio autorevole, accennerà nei suoi saggi sulla Depressione alla crisi agraria come a un fatto da prendere in considerazione. Fu così quindi che, come ha osservato Abel «il ciclo agrario veniva sospinto su fondo o spariva del tutto dallo sguardo dello storico» (1)” (pag 29) [W. Abel, ‘Congiuntura agraria e crisi agrarie’ (1935), Torino, 1977, p. 430] [Lucio Villari, ‘Il capitalismo della grande depressione. La crisi agraria e la nuova economia (1873-1900)’, Studi storici, Roma, n. 1, gennaio-marzo 1979]

Chiudi il menu