“A partire dal momento in cui iniziò a svilupparsi in Inghilterra un movimento socialista ispirato al marxismo che mostrava – rilevano i Webb, prendendone le distanze, “accanto a idee moderne”, “una spiccata recrudescenza dei progetti caratteristici dell’owenismo rivoluzionario del 1833-34” (11) ivi compresa la rivendicazione del diritto dei lavoratori all’intero prodotto del lavoro – il contrasto tra due concezioni che si definiscono entrambe “socialiste” diventa sempre di più anche contrapposizione di due indirizzi teorici che si collegano l’uno a Ricardo (e a Marx) e l’altro a Jevons (12). Inoltre, a partire da quel momento, come ha osservato Hobsbawm (13) il dibattito su Marx (con la rilevante eccezione di un noto e influente articolo di Wicksteed (14)) si carica di “isterica ansietà”: si cerca “di screditarne e di rifiutarne l’opera prima ancora di comprenderla”. La “riscoperta” di W. Thompson e degli altri autori operata da Foxwell – amico e seguace di Jevons ma anche esponente di quel “frammento” inglese della scuola storica tedesca che fa capo a William Ashley – avviene sotto il segno di queste contrapposizioni. Presentando a un pubblico inglese l’opera di A. Menger, Foxwell intende mostrare – riproponendo una polemica già presente in Germania (15) – che Marx non solo non ha apportato contributi originali, ma ha saccheggiato, senza citarle, le opere dei “socialisti” inglesi (16). Affermando che “fu Ricardo, e non Owen, a fornire la reale, effettiva ispirazione al socialismo inglese” (introduzione, cit., p. LXXXIII), egli non esprime solo un’opinione, che verrà da qualcuno contestata (17), circa il rapporto fra il pensiero di Ricardo e le opere di queli autori” (pag XIV-XV) [dall’introduzione di Andrea Ginszburg] [Andrea Ginzburg a cura; scritti di Piercy Ravenstone, Thomas Hodgskin, William Thompson, John Gray, John Francis Bray, I socialisti ricardiani, Isedi, Milano, 1976] [(11) S. e B. Webb, Storia delle Unioni operaie in Inghilterra, Utet, Torino, 1913; p. 353; (12) La contrapposizione della “nuova” teoria marginalista a quella ricardiana è netta in Jevons e nei jevoniani (come Cannan), mentre è assai più sfumata o inesistente in Marshall (…); (13) Cfr. “Dr Marx and the Victorian Critics”, cit., p. 245; (14) “Das Kapital: a criticism” apparso sul periodico socialista ‘To-day’, ottobre 1884, ripubblicato insieme al commento di G.B. Shaw e alla replica di Wicksteed in ‘The common sense of political economy and selected papers and reviews’, a cura di L. Robbins, London, 1933, vol. II, pp: 705-33); (15) Si vedano, per echi di questa polemica, la prefazione al II libro del ‘Capitale’ di F. Engels (1893), la prefazione di Engels alla 1° ed. tedesca di ‘Miseria della filosofia’ (1894) e l’introduzione di Kautsky al vol. III della ‘Storia delle teorie economiche’ (1910); (16) Foxwell giunge a inserire in appendice all’opera di Menger la prefazione di Marx a ‘Per la critica dell’economia politica’. Egli intende dimostrare (cfr. p. CIII) che essa, a differenza “dell’attacco di Marx a Proudhon di dodici anni prima” (in ‘Miseria della filosofia’), non contiene alcun riferimento alla “scuola socialista inglese” (…); (17) Cfr. per esempio M. Blaug, ‘Ricardian economics’, Yale Univ. Press, New Haven, 1958, p. 148 (…)]]

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