“La battaglia contro le «leggende di partito» non era nuova per Mehring. In quel segno egli aveva scritto la sua Storia della socialdemocrazia tedesca e, di fronte alle perplessità e ai dissensi che alcuni giudizi contenuti in quell’opera aveva suscitato, aveva esplicitamente teorizzato la possibilità, anzi il dovere, per lo storico del movimento operaio, di ristabilire la verità delle cose infrangendo la incrostazione di interessi costituiti determinatasi nella conoscenza del passato (1). La novità, e la particolarità, del modo col quale Mehring riprendeva ora questo suo antico motivo, diremmo quasi l’accanimento che egli vi portò, derivavano da fatto che vi trasferiva tutte le istanze generali di rinnovamento che avvertiva nella socialdemocrazia tedesca degli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale e che, principalmente attraverso questa via, egli realizzava la rottura con Kautsky, con la interpretazione di Marx e con la sistemazione del marxismo delle quali il direttore della Neue Zeit si era fatto portatore” [Ernesto Ragionieri, Introduzione al volume di Franz Mehring Vita di Marx, Editori Riuniti, Roma, 1976, pag XIX] [(1) Franz Mehring, Storia della socialdemocrazia tedesca, trad. di M. Montinari, pref. di E. Ragionieri, Roma, 1961, vol. II, p. 711]

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