“Alle vicende politiche italiane Karl Marx dedicò sempre molta attenzione. Al principio del 1859 egli pubblicò sul ‘New York Daily Tribune’, un articolo «Sull’unificazione italiana» in cui dava notizie precise sulla condizione di sfacelo in cui si trovavano i vecchi Stati e sull’odio anti-austriaco delle popolazioni lombarde e venete e, prevedendo che alla guerra si sarebbe giunti entro breve tempo, metteva in guardia contro le reali mire di Napoleone III e contro i pericoli di una dipendenza del Piemonte dalla Francia imperiale ai fini del riscatto italiano. Una guerra incominciata in qualsiasi parte d’Europa non sarebbe finita dove avesse avuto inizio: questa la previsione con cui si concludeva l’articolo, previsione che gli avvenimenti successivi al luglio 1859 dovevano confermare nel senso che il processo di liberazione e di unificazione della penisola doveva travalicare di molto i limiti che a Villafranca i padroni dell’Europa tentavano di imporre. Nei mesi seguenti, Marx continuò a pubblicare sul medesimo giornale americano parecchi altri articoli dedicati all’Italia: tra essi scegliamo quello che reca la data del 4 agosto 1859, scritto dopo «Il trattato di Villafranca». In questo scritto, Marx verificava alcune delle ipotesi da lui avanzate in precedenza e lucidamente indicava le grandi mete che il movimento italiano avrebbe raggiunto per tener fede a se stesso, nonostante tutti gli ostacoli che gli imperatori si studiavano di porgli. Particolarmente interessante risulta l’analisi del piano di una confederazione italiana, che avrebbe fatto del papa e dell’Austria le due potenze egemoniche della «nuova Italia»” [Paolo Alatri, a cura, ‘L’unità d’Italia’, 1859-1861′, Volume I, Roma, 1959] [K. Marx, ‘Sull’unificazione italiana’, 24 gennaio 1859; ‘Il trattato di Villafranca’, 4 agosto 1859]

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