“Nell’economia del mondo capitalista tutti i consumatori di beni che sono offerti dalla natura, li pagano a condizioni più severe di quelli che sono tratti da umano lavoro. Per questi pagano il lavoro, ed un margine di sopravalore che la concorrenza, fin che vige, tende a ridurre. E la società borghese li offre ai suoi membri più a buon mercato delle precedenti società, poco manifatturiere. I prodotti della terra in senso lato sono pagati dal consumatore secondo il lavoro e il sopralavoro, adeguati al caso del “terreno peggiore”. Anche in questo caso tuttavia si aggiunge un terzo termine: la rendita, ossia il premio al monopolista della terra, al proprietario fondiario, terza forza della società borghese “modello”. Il terreno più sterile detta per tutti i consumatori di cibi il prezzo di mercato. Ne segue che i proprietari monopolisti dei terreni più ricchi aggiungono alla rendita assoluta, o minima, la rendita differenziale dovuta al minor costo delle loro derrate, che il mercato paga lo stesso prezzo. Crescendo i popoli e il consumo la società deve dissodare le terre vergini  e utilizzare tutte le superfici libere, fertili o sterili. Il limite alla fisica estensione determina il monopolio, e le due forme della rendita. Per ardua che a molti la teoria appaia, essa è cardine del marxismo, e solo chi non l’ha mai digerita crede che la dottrina dell’imperialismo sia sorta come un’aggiunta al marxismo, studio preteso del solo capitalismo concorrentista. La teoria della rendita contiene tutta quella del moderno imperialismo, del capitalismo monopolista, creatore di “rendite” in campi anche prevalentemente manifatturieri, e che quindi si può chiamare col termine di capitalismo a profitto più rendita, e con Lenin: parassitario. Bene intesa la dottrina, viene chiaro che nulla cambia se questa ‘rendita’ con radici in cespiti tradizionali o nuovissimi, passa allo Stato, ossia alla società medesima capitalista organizzata in macchina di potere: ciò avviene al fine di tenere in piedi il suo fondamento mercantile monetario ed aziendale. Prima di Marx, Ricardo lo aveva proposto e Marx ne svolge la critica, fin dalla sua formazione, completa ed integrale” [Amadeo Bordiga, Drammi gialli e sinistri della moderna decadenza sociale, in ‘Costruzione e rivoluzione’, 1972]

 

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