“Hamza Alavi sembra avere ragione quando scrive (in ‘Le nouvel impérialisme’, ‘Les Temps Modernes’, agosto-sttembre 1964): “che l’esportazione di capitali non è il principale fattore che ha contribuito a mantenere la dinamica del capitalismo postbellico”. Ed egli si riferisce giustamente ad un testo di Lenin forse troppo dimenticato: «Vent’anni prima di scrivere il suo libro sull’imperialismo, scrive Hamza Alavi, Lenin aveva impegnato con i populisti una polemica che si riferiva precisamente al problema della possibilità dell”espansione interiore’ del capitalismo. Lo sviluppo del mercato interno, faceva osservare, è possibile malgrado il consumo limitato delle masse (o malgrado l’assenza di sbocchi esteriori) perché, per sviluppare la produzione (per “accumulare” in senso stretto) è necessario produrre dei mezzi di produzione e, a questo scopo, sviluppare il settore della produzione sociale che fabbrica dei mezzi di produzione e, di conseguenza, attirarvi dei lavoratori che creano allora una domanda per gli articoli di consumo. Ne risulta che “il consumo” si sviluppa ‘dopo’ l'”accumulazione”. Il plusvalore accumulato, indica Lenin, potrebbe essere assorbito fino ad un certo punto, grazie all’espansione relativa del settore che produce i mezzi di produzione. Ma questo sarebbe solo una proroga provvisoria per il capitalismo, perché, in ultima analisi, l’espansione della capacità di produzione non può proseguire se non su una base ristretta di consumo. Tuttavia si constata qui che Lenin ha considerato due possibili alternative di espansione capitalista: l”espansione interna’ del capitalismo attraverso l’espansione relativa del settore che produce i mezzi di produzione e l”espansione esterna’ del capitalismo attraverso l’esportazione di capitali». Ci troveremmo dunque alla fine o incamminati verso la fine di un periodo in cui il capitalismo ha potuto svilupparsi principalmente per l’espansione interna attraverso l’espansione relativa del settore dei mezzi di produzione? Saremmo tentati di pensarlo. Tra i fattori che hanno giocato un ruolo nell'”aggiornamento della crisi”, Hamza Alavi cita: 1. Le spese pubbliche dedicate ai servizi sociali e all’investimento pubblico, e soprattutto le spese di armamento. 2. Gli investimenti delle imprese nazionalizzate. 3. La difficoltà della rivoluzione tecnologica postbellica e la espansione relativa del settore produttivo dei mezzi di produzione, l’una e l’altra stimolate dei due primi fattori” [Pierre Jalée, ‘Il saccheggio del terzo mondo’, Milano, 1974] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM*]

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