“Si pone qui la questione dell’accumulazione originaria che è spiegata da Marx esaminando come la società capitalistica sia derivata dalla società feudale. “I cavalieri dell’industria – dice Marx – riuscirono a soppiantare i cavalieri della spada soltanto sfruttando avvenimenti dei quali erano del tutto innocenti” (1). Le premesse per l’accumulazione originaria, sulla quale poi si sviluppò il capitalismo, erano quindi già poste quando dominante era ancora la classe feudale. Infatti il fondamento del processo dell’accumulazione originaria è stata l’espropriazione dei produttori rurali e la loro espulsione dalle terre ad opera dei grandi proprietari fondiari. Attraverso questa espulsione da un lato si ebbe la proletarizzazione di una massa di piccoli produttori agricoli, che diventerà poi la classe operaia dell’epoca capitalistica; dall’altro lato si ebbe la trasformazione di una parte dell’economia agricola a culture pregiate in economia estensiva fondata essenzialmente sulla pastorizia. Questo processo di espulsione dei piccoli produttori dalla terre mette a disposizione del capitale industriale innanzi tutto gli operai, e inoltre i loro mezzi di sussistenza e quei prodotti agricoli di uso industriale che costituiscono la base della manifattura che poi si è sviluppata in industria. D’altra parte si è creato in questo modo un mercato per la produzione capitalistica” [Bruzio Manzocchi, ‘La politica economica degli Stati capitalistici. Politica economica. II Lezione. Principi generali di politica economica, Roma, 1955] [(1) (K. Marx, Il Capitale, vol. 1, 3, Ed. Rinascita, Roma, 1952, p. 173]

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