“Il ragionamento di Marx, nel porre in rilievo l’importanza dei rapporti di classe e della formazione della coscienza operaia inglese, si ricollega alla logica dello sviluppo capitalistico, quale è analizzata nel ‘Capitale’ e si fonda sulla situazione egemonica dell’Inghilterra nel mondo capitalistico: “L’Inghilterra, in quanto metropoli del capitale, in quanto potenza fino ad oggi dominante il mercato mondiale, è per il momento il paese più importante per la rivoluzione operaia; oltre a ciò essa è l’unico paese nel quale le condizioni materiali di tale rivoluzione si siano sviluppate fino a un certo grado di maturità. Perciò l’obiettivo più importante dell’Internazionale è di accelerare la rivoluzione sociale in Inghilterra. L’unico mezzo per accelerarla è rendere indipendente l’Irlanda…. Il compito specifico del Consiglio centrale a Londra è di risvegliare nella classe operaia inglese la consapevolezza che l’emancipazione nazionale dell’Irlanda non è per essa una questione di giustizia astratta o di sentimenti umanitari, bensì la prima condizione per la loro stessa emancipazione sociale”. In un passo precedente di questa stessa lettera Marx aveva sottolineato “la cosa più importante”: “In tutti i centri industriali e commerciali dell’Inghilterra vi è adesso una classe operaia divisa in due campi ostili, proletari inglesi e proletari irlandesi. L’operaio comune inglese odia l’operaio irlandese come un concorrente che comprime il tenore di vita. Egli si sente di fronte a quest’ultimo come parte della nazione dominante, e proprio per questo si trasforma in strumento dei suoi aristocratici e capitalisti contro l’Irlanda, consolidando in tal modo il loro dominio su se stesso. L’operaio inglese nutre pregiudizi religiosi, sociali e nazionali verso quello irlandese. Egli si comporta all’incirca come i bianchi poveri verso i negri negli Stati un tempo schiavisti dell’Unione americana. L’irlandese lo ripaga con la stessa moneta. Egli vede nell’operaio inglese il corresponsabile e lo strumento idiota del dominio inglese sull’Irlanda…. Questo antagonismo è il segreto dell’impotenza della classe operaia inglese a dispetto della sua organizzazione” (1). Le possibilità di emancipazione della classe operaia in Inghilterra e, nel mondo, quelle della rivoluzione socialista sono dunque collegate all’esigenza che gli operai inglesi acquistino una coscienza di classe. E’ questa una condizione che non verrà soddisfatta, e costituirà una delle ragioni del fallimento della I Internazionale, ma nel loro entusiasmo militante Marx ed Engels conserveranno a lungo questa speranza. La questione irlandese ha per Marx ed Engels un valore eccezionale anche perché, per la prima volta, mettono in discussione su questo terreno le prospettive della rivoluzione proletaria, che pur giudicano prossima” [René Gallissot, ‘Nazione e nazionalità nei dibattiti del movimento operaio’, estratto da ‘Storia del marxismo’, Volume secondo, ‘Il marxismo nell’età della Seconda Internazionale’, Torino, 1979] [(1) Marx a S. Meyer e A. Vogt, 9 aprile 1870, ibid., pp. 721-22]

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