“Proprio per questo la conquista del potere politico è divenuto il grande dovere della classe operaia. Sembrerebbe che essa l’abbia compreso, giacché in Germania, in Italia e in Francia sta sorgendo una rinascita simultanea, e sforzi simultanei sono stati fatti per giungere a ricostituire il partito della classe operaia. Essa possiede un elemento di successo: il numero; ma il numero non pesa sulla bilancia se non quando è unito in collettività ed è guidato dalla conoscenza (1). L’esperienza ha sufficientemente dimostrato quale vergognoso disprezzo la disfatta comune dei loro sforzi incoerenti infliggerà a questo legame di fraternità, che deve esistere tra gli operai dei differenti paesi e deve incitarli a stringersi con fermezza gli uni agli altri in tutte le loro lotte per l’emancipazione. Questa idea ispirò gli operai di differenti paesi, riuniti il 28 settembre 1864 in assemblea pubblica nel St. Martin’s Hall, a fondare l’Associazione internazionale. In questa assemblea prevalse ancora un’altra convinzione. Se l’emancipazione delle classi operaie esige il loro concorso fraterno, come possono esse compiere questa grande missione, quando la politica estera non persegue che disegni criminali e, sfruttando i pregiudizi nazionali, non fa che sprecare il sangue e i tesori dei popoli in guerre di rapina? Non fu la saggezza delle classi governanti, ma la resistenza eroica della classe operaia inglese alla loro follia criminale che salvò l’occidente europeo dal rischio di gettarsi a corpo morto nell’infame crociata per perpetuare e propagare la schiavitù dall’altra parte dell’Atlantico. L’approvazione vergognosa, la simpatia ironica e l’indifferenza idiota con le quali le classi superiori dell’Europa assistevano al franare della fortezza montana del Caucaso, divenuta preda della Russia, e all’assassinio della Polonia da parte della medesima potenza, le immense usurpazioni, sopportate senza resistenza, di questa potenza barbarica, la cui testa è San Pietroburgo e le cui mani sono in tutti i gabinetti ministeriali d’Europa, hanno imposto alle classi operaie il dovere d’iniziarsi ai misteri della politica internazionale, di vegliare sugli atti dei loro rispettivi governi, di opporsi a essi, se è necessario, con tutti i mezzi in loro potere; se è impossibile prevenirli, è loro dovere coalizzarsi e denunciarli simultaneamente, e rivendicare le semplici leggi della morale e della giustizia che devono regolare tanto le relazioni degli individui quanto quelle superiori dei popoli. La lotta per una tale politica estera fa parte della lotta generale per l’emancipazione della classe operaia. Proletari di tutti i paesi, unitevi!”[Karl Marx, ‘Indirizzo inaugurale dell’Associazione Internazionale degli Operai 1864’,1987] [(1) altre versioni: “La classe operaia possiede un elemento del successo: il numero, ma i numeri pesano sulla bilancia solo quando sono uniti dall’organizzazione e guidati dalla conoscenza”; “Voi possedete un elemento di successo, il numero; ma il numero pesa nella bilancia solo quando è stretto da un legame e diretto a un fine consapevole”]

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