“Il tema della gradualità della trasformazione in senso socialista della società sarà trasversale a tutte le interpretazioni del marxismo prevalenti nel periodo immediatamente successivo ai fatti esposti in questo libro fino all’evento spartiacque dell’ottobre 1917. Ciò che contrapporrà le varie fazioni teoriche e politiche del movimento operaio sarà la forma di tale gradualità e il suo rapporto con l’iniziativa politica, con lo sviluppo economico, con le istituzioni borghesi, con la democrazia. C’è da dire a tal proposito che una delle previsioni corrette che Marx avanzò nel periodo della guerra franco-prussiana fu quella relativa allo spostamento del baricentro del movimento operaio europeo dalla Francia alla Germania, che sarebbe seguito a una vittoria prussiana nella guerra contro l’Impero di Napoleone III e al conseguente compimento dell’unificazione nazionale tedesca. Conseguenza di ciò sarebbe stata anche la preponderanza della teoria di Marx su quella di Proudhon, egemone invece nel movimento francese (30). In effetti tale scenario si manifesterà in maniera chiara, a cavallo dei due secoli, nell’ambito della seconda Internazionale, fondata nel 1889. Di grande rilievo fu il dibattito, che ebbe il suo epicentro nel Partito socialdemocratico tedesco (Spd), sulla revisione del marxismo. La Spd era il più grande partito socialista e operaio d’Europa, nato dalla fusione dei due precedenti partiti del movimento operaio tedesco, quello che faceva riferimento alle idee di Lassalle e quello che invece faceva riferimento alle idee di Marx (31). Dal 1878 al 1890 il Partito fu ridotto alla clandestinità dalle leggi anti-socialiste volute da Bismarck allo scopo di arrestare l’avanzata del socialismo tedesco che si faceva ormai imponente sia sul piano elettorale che sul piano organizzativo. Nonostante la repressione, il partito poté mantenere la propria rappresentanza parlamentare in quanto questa era formalmente indipendente. La rappresentanza parlamentare, dunque, rimase, per una stagione lunga dodici anni, l’unico strumento legale di iniziativa politica nelle mani della principale organizzazione dei lavoratori socialisti europei” (pag 22-23) [Marco Montelisciani, ‘La Comune di Parigi e il problema della rivoluzione. Un’introduzione storica e teorica’ (in) Arturo Labriola, ‘La “Comune” di Parigi. Raccolta di otto conferenze’, Rogas Edizioni, Roma, 2021] [(30) “Karl Marx a Friedrich Engels, Londra, 20 luglio 1870”: «La preponderanza tedesca sposterebbe inoltre il centro di gravità del movimento operaio dell’Europa occidentale dalla Francia alla Germania, e basterà paragonare il movimento nei due paesi dal 1866 fino ad ora per vedere che la classe operaia tedesca è superiore a quella francese sia dal punto di vista teorico sia da quello organizzativo. La sua preponderanza nei confronti di quella francese sulla scena universale sarebbe allo stesso tempo la preponderanza ‘della nostra’ teoria nei confronti di quella di Proudhon, ecc.». Lo farà notare anche Engels nella sua Introduzione alla prima ristampa de ‘Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850: «Come Marx aveva predetto, la guerra del 1870-1871 e la sconfitta della Comune avevano contemporaneamente spostato il centro di gravità del movimento operaio dalla Francia alla Germania». A proposito di previsioni corrette, si segnala quella contenuta nella lettera inviata da Marx a Sorge il 9 settembre 1870: «Quegli asini di prussiani non vedono che l’attuale guerra porta inevitabilmente a un conflitto tra Germania e Russia. (…) il “prussianesimo” specifico non è mai esistito e non può mai esistere se non con l’assoggettamento russo. Ugualmente questa guerra n. 2 sarà il parto della Rivoluzione sociale in Russia»; (31) Cfr. K. Marx, ‘Critica al programma di Gotha’, Editori Riuniti, Roma 1980]
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- Articolo pubblicato:24 Settembre 2026
