“La storia delle lotte delle classi non è uno svolgimento meccanico di avvenimenti ma il risultato di una serie di forze sociali che agiscono e sono determinate in questa loro azione. Dice Engels che questa storia procede “a guisa d’un processo naturale ed è anche sottoposta sostanzialmente alle stesse leggi di sviluppo”. E se è un processo naturale non lo è perché le forze sociali sono prive di una loro volontà politica, ma perché la loro volontà d’azione determina un numero di “parallelogrammi di forze, da cui esce una risultante, l’avvenimento storico, che può essere considerato a sua volta come il prodotto di una forza che agisce come un tutto in modo cieco”. In definitiva “ciò che ne risulta è qualcosa che nessuno ha voluto”. Questa magistrale lezione di dialettica impartita da Engels è di estrema importanza per vedere in che modo le varie volontà politiche, le varie linee politiche, possono essere rapportate alle lotte delle classi in Italia” [(in) Arrigo Cervetto “Opposizione rivoluzionaria al centro sinistra”, Lotta comunista n. 48, novembre 1973]

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