“Con il concetto di «ideologia» Marx si è richiamato all’uso impostosi storicamente con Destutt de Tracy e accolto poi da Napoleone, per il quale gli ideologi sono pensatori astratti e, per di più scomodi per i detentori del potere. Il termine viene qui usato in senso peggiorativo: ideologia è sinonimo di «falsa coscienza» , di visione deformata della realtà. Marx e Engels hanno scritto che «nell’ideologia gli uomini e i loro rapporti appaiono capovolti come in una camera oscura» (31), ma per loro l’ideologia è sempre l’ideologia della classe borghese. La teoria marxista, che rispecchia gli interessi del proletariato, non è per Marx e Engels un’ideologia: questo è ben chiaro, e anzi proprio su tale base Mannheim rimprovera a Marx di non aver applicato la concezione dell’ideologia alla propria teoria e di non essere pertanto pervenuto al concetto totale di ideologia, messo a punto dalla sociologia della conoscenza. In realtà, contro Mannheim, bisogna dire che la posizione di Marx non è il risultato di un’incoerenza, ma solo il frutto di una concezione diversa, che ha permesso allo stesso Marx di evitare le difficoltà in cui si dibatte la sociologia della conoscenza. Marx e Engels hanno parlato dell’ideologia come «falsa coscienza» sino alla fine dei loro giorni. Non hanno mai usato termini divenuti comuni tra i marxisti dopo Lenin come, ad esempio, «ideologia proletaria» o «ideologia scientifica» (l’ultima espressione, dal punto di vista marxiano, contiene addirittura una ‘contradictio in adiecto’). Marx e Engels non si sono proposti di definire il concetto di ideologia nel senso lato in cui viene usato oggi, ma si sono limitati a indicare il valore conoscitivo dell’ideologia nel senso ristretto in cui il termine veniva usato al loro tempo, cioè come sinonimo di ‘ex definitione’ di deformazione classista della conoscenza. L’uso del termine «ideologia» in Marx e Engels, da un lato, e nei marxisti odierni, dall’altro, rivela due concezioni sostanzialmente diverse. Intanto l’accezione odierna è molto più ampia, e, inoltre, oggi tentiamo di definire il concetto di «ideologia» e di analizzarne il valore gnoseologico, cosa che al tempo di Marx e di Engels non era considerata essenziale. Nell’usare il termine «ideologia» Marx ed Engels intendono dire «ideologia della classe borghese», e il condizionamento classista spiega perché l’ideologia sia e debba essere una deformazione, una visione distorta del mondo. Non c’è motivo né necessità di difendere Marx e Engels dall’accusa di aver identificato il concetto di «falsa coscienza» con quello di deformazione della conoscenza. Per essi, infatti, la falsa coscienza ‘è’ sempre deformazione, e non può non esserlo, se ‘ex definitione’ l’ideologia coincide con la camera oscura. Per Marx e Engels la loro teoria ‘non’ è un’ideologia, e anzi essi stessi respingerebbero indignati un’insinuazione di tal fatta. Come si vede, assai diverso è l’uso del termine nei classici del marxismo e nei marxisti odierni: oggi nessuno – neanche i marxisti, ed essi forse meno degli altri – dubita che il marxismo sia un’ideologia, mentre per Marx e Engels non lo era in nessun caso” (pag 144-145) [Adam Schaff, ‘Storia e verità’, Editori Riuniti, Roma, 1977] [(31) Marx Engels, ‘Opere’, v. V, p. 22]