“Negli anni tra la morte di Marx (1883) e la morte di Engels (1895), segnati da ulteriori vertiginose mutazioni di cui Marx aveva avuto appena qualche percezione – la realtà coloniale (8), la peculiarità del caso Russia (9), per fare solo alcuni esempi -, Engels ripropone via via il ‘Manifesto’ con testi introduttivi sempre nuovi e sempre più impegnativi. Si forma, in tal modo, un ‘corpus’ del tutto nuovo, un “secondo manifesto”, denso di formulazioni programmatiche e riconsiderazioni teoriche. La più ampia e complessa, pensata come testo nuovo, è l’introduzione alla traduzione inglese del 1888, che preclude e annunzia la nascita, su nuove basi, della nuova internazionale, cui aderiscono ormai partiti di massa (in prospettiva non solo europei). E il consolidarsi e radicarsi di tali formazioni politiche, di pari passo con l’imporsi un po’ dovunque in Europa (ultima l’Italia) del suffragio allargato, può ritenersi la premessa fattuale dell’ultimo scritto di Engels: l’innovativa, tormentata, discussa, avversata o esaltata, sua prefazione alla ristampa, da lui voluta, dei quattro articoli di Marx sul 1848 parigino raccolti sotto il titolo ‘Die Klassenkämpfe in Frankreich’ (“Die Neue Zeit”, 1895, con un’anticipazione parziale sul “Vorwarts” (10). È l’atto di archiviazione della “sommossa”, della “barricata”, anacronistica e perdente. Per decenni sarà il punto di riferimento della socialdemocrazia e al tempo stesso, il testo disturbante per il nascente leninismo. Che preferì sacralizzare il ‘Manifesto'” (pag 163-164) [Luciano Canfora, ‘Comunismo. Un’altra storia’, Feltrinelli, Milano, 2026] [(8) Illuminante, in tal senso, la lettera che egli scrive a Engels durante il soggiorno ad Algeri l’8 marzo 1882: ‘Carteggio Marx-Engels’, vol. VI, p. 353. Ferocia colonialistica-razzistica della Francia “Troisième République”; (9) Su questo problema ci limitiamo a rinviare al saggio di P.P. Poggio, ‘Comune contadina e rivoluzione russa: l’obscina’, Jaca Book, Milano, 1976; (10) Ho cercato di dar conto della gestazione, degli effetti e degli “usi” di questa memorabile prefazione, molto apprezzata da Palmiro Togliatti, nel capitolo VI della parte I del volume ‘Marx e i suoi scolari’ (Stilo, Bari, 2023, pp. 49-57]