“Il problema delle minoranze nazionali occupa un posto molto importante nella strategia del movimento comunista (1), non solo per il suo carattere internazionalista, ma anche dal punto di vista degli interessi di classe del proletariato della nazione dominante: «’un popolo che opprime altri popoli non può essere libero» (2). Marx e Engels parteciparono attivamente nel 1848-49 alle battaglie del popolo tedesco per l’«’unificazione della Germania in una sola nazione’» (3), e proprio «’dal punto di vista degli interessi del movimento rivoluzionario degli operai tedeschi’» (4), Marx nel 1848 esigeva e sosteneva anche la libertà per i popoli oppressi dai tedeschi. Così nel 1869, «’dal punto di vista degli interessi della lotta rivoluzionaria degli operai inglesi’» (5), Marx rivendicava la separazione dell’Irlanda dall’Inghilterra. Il 29 novembre 1869 Marx scriveva a Kugelmann: «’Io mi sono vieppiù convinto – e si tratta soltanto di inculcare questa convinzione nella classe operaia inglese – che qui in Inghilterra esse non potrà mai fare qualche cosa di decisivo, fintanto che non separerà la sua politica riguardo all’Irlanda nel modo più categorico, dalla politica delle classi dominanti… E questo anzi deve essere fatto non come cosa sorta dalla simpatia per l’Irlanda, ma come una rivendicazione fondata sull’interesse del proletariato inglese. Altrimenti il popolo inglese rimane al guinzaglio delle classi dominanti perché con queste esso deve fare causa comune di fronte all’Irlanda…» (6). Il 10 dicembre dello stesso anno Marx scriveva a Engels che «è interesse assoluto e diretto della ‘English working class to get rid of their present connexion with Ireland’ (classe operaia inglese liberarsi del suo attuale vincolo con l’Irlanda)… Per lungo tempo ho creduto che fosse possibile abbattere il regime irlandese mediante l”ascendancy’ della ‘English working class’ (ascesa della classe operaia inglese)… Uno studio più approfondito mi ha convinto ora del contrario. La working class inglese ‘non farà mai nulla’, ‘before it has got rid of Ireland’ (finché non sarà liberata dall’Irlanda)… La reazione inglese in Inghilterra era radicata (come ai tempi di Cromwell) nel soggiogamento dell’Irlanda» (7). Marx ed Engels considerarono sempre la questione nazionale come un aspetto della democrazia politica, da subordinare quindi, come ogni rivendicazione democratica, agli interessi generali della «lotta rivoluzionaria per l’abbattimento della borghesia» (8). Questo spiega il diverso atteggiamento di Marx ed Engels verso le rivendicazioni nazionali dei popoli oppressi dal regime zarista e austriaco fra il 1840 e il 1850 e l’appoggio dato al movimento di liberazione nazionale dei Polacchi e degli Ungheresi, elemento di disgregazione in quanto «’popoli rivoluzionari’ in lotta contro l’assolutismo’» (9), e nello stesso tempo la posizione negativa assunta verso il movimento nazionale dei Cechi e degli Slavi del sud, in quanto «popoli reazionari», «avamposti russi» in Europa (…). «Le singole rivendicazioni della democrazia, compresa l’autodecisione, non sono un assoluto, ma una ‘particella’ del complesso movimento democratico (oggi: del complesso del movimento socialista ‘mondiale’). È possibile che, in singoli casi determinati, la particella sia in contraddizione col tutto, e allora bisogna respingerla» (11)” (pag 25-27) [Pierluigi Pallante, ‘Il PCI e la questione nazionale. Friuli-Venezia Giulia 1941-45’, Del Bianco editore, Udine, 1980] [(1) Si rimprovera inoltre ai comunisti di voler sopprimere la patria, la nazionalità. Gli operai non hanno patria. Non si può toglier loro ciò che non hanno. Ma poiché il proletariato deve conquistarsi prima il dominio politico, elevarsi a classe nazionale, costituirsi in nazione, è anch’esso nazionale, benché certo non nel senso della borghesia» (K. Marx F. Engels, ‘Manifesto del partito comunista’, in K. Marx F. Engels, ‘Opere scelte’, a cura di L. Gruppi, Editori Riuniti, Roma, 1969, II edizione, p. 310); (2) V.I. Lenin, ‘La rivoluzione socialista e il diritto delle nazioni all’autodecisione (Tesi)’, in V.I. Lenin, ‘Opere scelte’, vol. II, Editori Riuniti – Edizioni Progress, p. 444; (3) F. Engels, Marx e la ‘Neue Rheinische Zeitung’ (1848-1849), in K. Marx – F. Engels, op. cit., p. 1047; (4) V.I. Lenin, op. cit., p. 444; (5) Ibid.; (6) Lettera di Marx a Ludwig Kugelmann, 29 novembre 1869, in K. Marx F. Engels, ‘Opere complete’, vol. XLIII, Editori Riuniti, Roma, 1975, p. 691; (7) Lettera di Marx a Engels, 10 dicembre 1869, in Karl Marx F. Engels, pp. 447-448 (traduzione in nota); (8) V.I. Lenin, op. cit., p. 444; (…) (11) V.I. Lenin, ‘Risultati della discussione sull’autodecisione’, in ‘Opere complete’, vol. XXII]