“Bismarck è Luigi Napoleone tradotto dall’avventuriero francese pretendente al trono nel nobilotto di campagna prussiano e nel membro di una corporazione di studenti tedeschi. Proprio come Luigi Napoleone, Bismarck è un uomo di grande intelletto pratico e di grande furberia, un uomo d’affari nato e consumato, che in altre circostanze avrebbe conteso il posto, alla Borsa di New York , ai Vanderbilt e ai Jay Gould, e che in effetti ha bellamente salvaguardato anche i suoi interessi personali. Ma a questo intelletto sviluppatosi nel campo della vita pratica si allea spesso una corrispondente limitatezza di orizzonte, e sotto questo aspetto Bismarck supera il suo predecessore francese. Infatti, durante il periodo del suo vagabondaggio, costui aveva pure elaborato le sue «idee napoleoniche» – che valevano quel che valevano – mentre Bismarck, come vedremo, non è mai venuto a capo neanche dell’ombra di una sua idea politica personale e ha invece solo combinato come si deve le idee belle e fatte degli altri. Ma questa limitatezza fu precisamente la sua fortuna. Senza questa limitatezza di vedute egli non sarebbe mai riuscito a rappresentarsi tutta la storia universale dal punto di vista strettamente prussiano, e se questa visione del mondo autenticamente prussiana avesse avuto una fessura da cui fosse penetrata la luce del giorno, egli sarebbe mancato alla sua missione, e la sua gloria non sarebbe esistita. Invero, quando ebbe compiuto alla sua maniera la particolare missione che gli era stata prescritta dall’esterno, si trovò anche alla fine del suo latino; vedremo a quali acrobazie fu costretto in conseguenza della sua assoluta mancanza di idee razionali e della sua incapacità di comprendere la situazione storica che egli stesso aveva creata. Se grazie al suo passato Luigi Napoleone si era abituato ad avere pochi riguardi nella scelta dei suoi mezzi, Bismarck apprese dalla storia della politica prussiana, specialmente da quella del cosiddetto grande elettore (Federico Guglielmo) e di Federico II, a procedere in questo campo con scrupoli ancora minori e così poté conservare l’edificante coscienza di non aver tradito la patria tradizione. Il suo intelletto pratico gli insegnava a reprimere, quando era necessario, le sue velleità di Junker; quando ciò non gli sembrò più necessario, esse riapparirono in modo stridente: fu questo, certo, un segno della decadenza. Il suo metodo politico era quello di membro della corporazione studentesca; l’interpretazione letterale burlesca del codice del bevitore di birra, con la quale ci si tira d’impaccio nella birreria della corporazione, veniva da lui, alla Camera, applicato senza nessun ritegno alla Costituzione prussiana; tutte le innovazioni da lui introdotte nella diplomazia sono prese a prestito dal sistema delle corporazioni studentesche. Ma se Luigi Napoleone era spesso esitante nei momenti decisivi, come in occasione del colpo di Stato del 1851, quando Morny dovette fargli decisamente violenza perché portasse a compimento ciò che aveva cominciato, e come alla vigilia della guerra del 1870, allorché la sua incertezza rovinò completamente la sua posizione, bisogna riconoscere che tutto questo a Bismarck non è mai accaduto. La sua forza di volontà non lo ha mai abbandonato; piuttosto si trasformava in aperta brutalità. E qui risiede anzitutto il segreto del suo successo. In tal misura tutte le classi dominanti in Germania, la borghesia come gli Junker, hanno smarrito anche l’ultimo residuo di energia, e così abituale è diventata nella Germania «colta» la mancanza di volontà, che l’unico individuo fra loro che effettivamente ha ancora una volontà, proprio per questo diventa il loro più grande uomo e il loro tiranno, al quale tutti, contro scienza e coscienza, come essi stessi dicono, docilmente «obbediscono a bacchetta». Certo nella Germania «incolta» non si è ancora così avanti; gli operai hanno mostrato di avere una volontà, di cui non può aver ragione neppure la forte volontà di Bismarck” (pag 69-71) [Friedrich Engels, ‘Violenza e economia’, Editori Riuniti, Roma, 1977]
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- Articolo pubblicato:5 Maggio 2026
