“L”Origin’ era stata pubblicata, come sappiamo, il 24 novembre 1859, e già due settimane dopo (l’11 dicembre) Friedrich Engels scrive a Karl Marx, entusiasta, sostenendo che la teoria darwiniana è straordinariamente utile per bandire definitivamente la teologia e il finalismo dalle scienze umane. Marx sembra essere d’accordo e pare anzi sbilanciarsi ancora di più, quando gli risponde (il 19 dicembre 1860) che grazie a Darwin la lotta di classe può essere saldamente fondata sulle scienze naturali. Stante questo, e stante che il 16 giugno 1873 Marx fece avere al naturalista inglese, specificando che l’omaggio veniva «da parte di un sincero ammiratore», una copia della seconda edizione del primo libro del ‘Kapital’, il fatto che Darwin lo ringraziasse in una lettera del 1° ottobre 1873 ha fatto pensare all’esistenza di una corrispondenza fra i due; e il fatto che in una lettera del 13 ottobre 1880 il naturalista negasse il consenso a vedersi dedicato «un tomo o un volume (…) di una pubblicazione più ampia che non conosco» ha generato e diffuso la favola (1931) che il filosofo gli avesse, nel frattempo, offerto di dedicargli parte della traduzione inglese del ‘Kapital’. Per molto tempo si è pensato che Marx avesse provato, nei confronti di Darwin, quello stesso tentativo di appropriazione indebita che, ‘mutatis mutandis’, aveva a suo tempo provato Royer: questa per presentare il naturalista inglese come nient’altro che il “verificatore” di Lamarck, quegli per farne il “verificatore ” del materialismo storico. Ma Marx ed Engels non avevano alcun bisogno dell’evoluzionismo darwiniano: essi non richiedevano che un evoluzionismo generico e – anzi- un’ancor più generica filosofia del divenire, che potevano attingere e di fatto attingevano, via Hegel, dall’Antichità classica. Poiché non v’era traccia della presunta offerta-richiesta di Marx, si è finalmente cominciato a pensare che questi non poteva aver commesso l’errore e l’ingenuità di tentare una strumentalizzazione dell’opera di Darwin; e poiché il naturalista parlava, nella sua lettera, di «una pubblicazione più ampia (…) contenente argomenti contro il cristianesimo in particolare e il teismo in generale», dopo i primi dubbi (65) sul fatto che potesse trattarsi del ‘Kapital’ si è infine potuto documentare che il 13 ottobre 1880 Darwin rispondeva non al filosofo tedesco ma al «libero pensatore» Edward Aveling, che dopo averlo informato dell’iniziativa, atea e anticlericale, di una ‘Biblioteca Internazionale della Scienza e del Libero Pensiero’, gli chiedeva il permesso di dedicargli un libro sulla sua opera (66), sollecitandolo nel contempo a una pubblica approvazione dell’iniziativa nel suo complesso (67). È questo che Darwin, da buon agnostico, si rifiutò di concedere. La “corrispondenza” Marx-Darwin si limitò da parte del primo all’invio di un omaggio (invio ritenuto tanto poco pressante da riguardare un omaggio che era già in seconda edizione) e da parte del secondo a un cortese, formale biglietto di ringraziamento. E direi che la corrispondenza (senza vergolette) marxismo-darwinismo non era più stretta di quanto fosse stata quella epistolare…” (pag 315-317) [Giulio Barsanti, ‘Una lunga pazienza cieca. Storia dell’evoluzionismo’, Einaudi, Torino, 2005] [(65) Cfr. Feuer, 1975, 1976 e Fay 1978; (66) Cfr. Aveling, 1881; (67) Cfr., sull’intera questione, Naccache, 1996 e Thiry 1996]
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- Articolo pubblicato:12 Febbraio 2026
