“«Non si tratta qui di sapere, scrivevano Marx ed Engels nella ‘Sacra Famiglia’, quel che momentaneamente si propone come obiettivo questo o quel proletario, ‘od anche il proletariato tutto intero’. Si tratta di sapere quel che il proletariato è e quel che deve fare storicamente in conformità con la propria essenza». O ancora: «Il proletariato o è rivoluzionario o non è». (…)” (pag 434-435) (…) “Cosa che Engels del resto non si era trattenuto certo dal fare già tanto tempo prima augurando, lui ricco industriale, alla classe operaia inglese «un paio d’annate pessime» che valessero a scuoterla dall’ «imborghesimento» in cui era caduta a causa della prosperità prolungata del paese. Quanto a Lenin, una crisi economica non gli pareva bastevole a scuotere l’Impero russo ormai avviato verso una rapida occidentalizzazione, e invocava dalla Provvidenza storica che accecasse l’avversario per perderlo: «Una guerra dell’Austria contro la Russia sarebbe molto utile per la rivoluzione (in tutta l’Europa orientale), ma è poco probabile che Francesco Giuseppe e Nicolino ci procurino questo piacere» (27).” (pag 436); “Che dopo il 1870 il compito del marxismo in seno al movimento socialista fosse analogo a quello svolto dalla Chiesa di Roma in seno al Cristianesimo è Marx stesso a dirlo, mostrando una lucidissima consapevolezza del significato del proprio agire. Al socialista olandese Domela Nieuwenhuis che gli aveva chiesto di precisare il proprio pensiero sull’avvenire del movimento socialista nell’ipotesi di una rivoluzione generale, e sul da farsi nel caso i socialisti fossero giunti in qualsiasi modo al potere (33), Marx rispondeva richiamando l’interlocutore alla concretezza della lotta «condotta nel presente» per portare avanti «le prime rivendicazioni immediate del proletariato». Certo si guardava bene dall’espungere esplicitamente dal quadro la rivoluzione e la violenza, ma le allontanava in un futuro imprecisato e imprecisabile con un procedimento a doccia scozzese che deve avere lascito molto perplesso, per non dire deluso, il Nieuwenhuis, che proprio per ardore di bene e impazienza della palingenesi si era gettato a capofitto nel socialismo, abbandonando la Chiesa protestante in cui era pastore. Dopo aver chiarito che le rivoluzioni non si fanno a comando, e non si possono prevedere o programmare, Marx aveva infatti addolcito la pillola paragonando la situazione del proletariato a quella della borghesia in Francia nel XVIII secolo, quando nessuno poteva ‘a priori’ sapere come e quando il dramma si sarebbe sciolto, benché la soluzione fosse abbastanza vicina; ma aveva concluso dichiarando la situazione immatura persino perché fosse opportuno tenere un Congresso socialista a livello internazionale. Nell’attesa, a consolazione e sostegno, v’era però la certezza del crollo del capitalismo: «Il sogno dell’imminente fine del mondo serviva ai primi cristiani da stimolo nella loro lotta contro l’Impero romano e dava loro la certezza della vittoria. L’analisi scientifica dello sgretolamento inevitabile, che si svolge sotto i nostri occhi, dell’ordine sociale dominante (…) ci assicura che, al momento dello scoppio di una vera rivoluzione proletaria, saranno date anche le condizioni di un suo prossimo ‘modus operandi’, immediato (anche se non idilliaco)» (34)” (pag 443) [Domenico Settembrini, ‘Leninismo e anarchismo ieri e oggi. Considerazioni sulla rivoluzione’. Estratto da ‘Storia e politica’, rivista trimestrale, Organo dell’Istituto di Studi Storici e Politici, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Roma. Anno XI Fasc. 3, 1972′, Dott. A. Giuffrè, Milano. 1972] [(27) La lettera di Engels si trova in Marx-Engels, Carteggio, Roma, 1951, vol. III, p. 238. Quella di Lenin indirizzata a Gorki alla fine di gennaio 1913, nel vol. 35 delle ‘Opere’, Roma, 1955, p. 44; (33) Vedere in proposito L. Valiani, ‘Dalla prima alla seconda Internazionale’, art. cit., p. 197; (34) Si tratta della lettera a Domela Niewenhuis a proposito della Comune, già cit., (Lettera del 22 febbraio 1881 a Domela Niewenhuis, in ‘Problemi del socialismo’, 1971, fasc. 1; (…)]