“Sulla contrapposizione tra individuo e comunità, tra società civile e stato politico nel Settecento esiste una lunga tradizione storiografica. Si può risalire fino a ‘Sulla questione ebraica’ di Marx e alla sua notissima analisi della Dichiarazione dei diritti del 1793, valutata come espressione degli interessi egoistici prevalenti presso le forze sociali in sviluppo: «Nessuno dei cosiddetti diritti dell’uomo oltrepassa dunque l’uomo egoistico… cioè l’individuo ripiegato su se stesso, sul suo interesse privato e isolato dalla comunità» (‘Sulla questione ebraica’, in Marx-Engels, ‘Opere’, Roma, 1966, p. 96). Cfr. anche di Marx l”Introduzione’ a «Per la critica dell’economia politica» (in ‘Opere’, cit., p. 713-714) in cui viene affermato che la «società borghese» distinta dallo Stato è fenomeno «che si preparava dal sec. XVI e che nel sec. XVIII ha compiuto passi da gigante verso la sua maturità. In questa società della libera concorrenza il singolo appare sciolto dai legami naturali ecc. che nelle epoche precedenti fanno di lui una parte accessoria di un agglomerato umano, determinato e circoscritto». (Questa analisi marxiana che individua una evoluzione tra il sec. XVI e il sec. XVII nella struttura sociale caratterizzata da tendenze a-politiche ed individualistiche, è pienamente confermata dalla mia recente indagine ‘Appunti sulla crisi morale comunitaria’, ‘Il Pensiero politico’, 1969 e dai miei precedenti rilievi sulla decadenza degli interessi politici in seno alla società francese seicentesca). Ma nella stessa epoca circa in cui scriveva Marx, anche l’indagine di Tocqueville muoveva nella stessa direzione, quando egli sottoponeva a critica le conseguenze dell’«individualismo» liberale di derivazione settecentesca. (Cfr. A. De Tocqueville, ‘De la Démocratie en Amérique’, T. II, p. II, capp, III e IV, Paris, 1961, p. 104 e sgg.). Va detto che, del resto, già nel Settecento vi era chi avvertiva l’esistenza di un processo di decadenza dell’etica sociale. Il caso di Rousseau è troppo noto perché vi si soffermi. (Su Rousseau critico della «società civile», cfr. L. Colletti ‘Ideologia e società’, Bari, 1969, pp. 195-262). Ugualmente significativa è l’analisi condotta da Ferguson sulla perdita dei valori comunitari presso i suoi contemporanei, sul prevalere dell’interesse privato, sull’assunzione dello Stato a pura garanzia della sfera individuale. Le testimonianze fornite in proposito da P. Salvucci (‘Introduzione ad Adam Ferguson’, in ‘Studi Urbinati’, 1968, pp. 3-34) sono estremamente interessanti” (nota 49, pag 30) [Anna Maria Battista, ‘Direzioni di ricerca per una storia di Machiavelli in Francia’, Soc. Abete, Roma, 1969]
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- Articolo pubblicato:13 Gennaio 2026
