“Lo stesso rifiuto dell’organizzazione, proprio della componente anarchica e bakuniniana, si contrapponeva dialetticamente nell’AIL, al fervore organizzativo centralizzante del consiglio generale londinese, ponendo davanti a questo i temi della libertà e dell’autogestione nel socialismo, che Marx recepì poi dalla ‘Commune’ e reinterpretò nella ‘Guerra civile in Francia’, e che erano tipici di un movimento tendenzialmente antiautoritario, ma politicamente arretrato, come quello italiano (13). Da questa diversificazione aveva origini l’insieme eterogeneo, cui s’è già accennato, unito nella lotta contro le strutture borghesi, diviso sui mezzi coi quali condurre questa lotta, anche se l’uso di questi mezzi tendeva a essere simile: soltanto nella prospettiva storica era intravedibile la diversità dei modi di organizzazione, sfociando gli uni nel partito politico di classe, e i secondi, quelli anti-autoritari, apparentemente più liberi ma perciò stesso condizionati maggiormente dalla società liberal-borghese che combattevano, nella non-organizzazione dell’anarchismo e delle associazioni che fino a tempi recenti si sono riferite direttamente ad esso. (….). Il problema della partecipazione di Marx alla fondazione dell’AIL: da molte parti si tende a sminuire il suo intervento, benché le prove contrarie siano molte (14). Ritengo che non sia opportuno considerare unicamente la partecipazione diretta e in prima persona di Marx agli avvenimenti del mese di settembre 1864, quanto valutare quella qualitativa, la sua azione politica esterna a partire dal 1848 e il suo ascendente negli anni seguenti, attraverso le sue opere, le sue lettere, i contributi giornalistici, gli stessi contatti organizzativi (il più delle volte falliti), su tutto un ampio gruppo di dirigenti del movimento operaio internazionale, cioè di quei quadri che nel giro di poco tempo assunsero la direzione effettiva dell’Associazione. Si devono quindi esaminare storicamente e ideologicamente le ripercussioni del suo operato, e non solo ‘pesarle’ in termini quantitativi, delimitandole alle poche settimane della costituzione ufficiale dell’AIL (quando Marx, per altro, venne implicato anche di persona, cioè fu presente ai maggiori fatti organizzativi)” (pag 620) [Gian Mario Bravo, ‘Correnti politiche e divisioni nazionali nella Prima Internazionale’, Estratto da ‘Studi Storici’, Roma, n. 3, luglio-settembre 1969] [(13) Si veda raccolta ‘La Federazione italiana della Associazione Internazionale dei Lavoratori, Atti ufficiali (1871-1880), a cura di P.C. Masini, Milano, 1964, e la recente minuziosa ricerca dello stesso autore, ‘Storia degli anarchici italiani da Bakunin a Malatesta (1862-1892), Milano, 1969; (14) Cfr. la relazione di Ch. Abramsky, pp. 73 sgg., e l’intervento di E. Stepanova]
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- Articolo pubblicato:5 Dicembre 2025
