“La nostra dottrina, diceva Engels parlando di se stesso e del suo celebre amico, non è un dogma, ma una guida per l’azione. Questa classica formula sottolinea con forza e concisione meravigliose quell’aspetto del marxismo che ad ogni istante viene perso di vista. E perdendolo di vista, noi facciamo del marxismo una cosa unilaterale, deforme e morta; lo svuotiamo della sua essenza, scalziamo le sue basi teoriche fondamentali: la dialettica, la dottrina dell’evoluzione storica multiforme e piena di contraddizioni; indeboliamo il suo legame con i precisi compiti pratici dell’epoca, che possono cambiare ad ogni nuova svolta della storia. E proprio nei nostri tempi, fra coloro che si interessano delle sorti del marxismo in Russia, s’incontrano molto spesso persone che perdono di vista appunto questo aspetto del marxismo” (pag 99) [V.I. Lenin, ‘Alcune particolarità dello sviluppo storico del marxismo’ (in) V.I. Lenin, ‘Karl Marx’, Editori Riuniti, Roma, 1965] [Pubblicato nella ‘Zviezdà’, n. 2, 23 dicembre 1910, Opere complete, vol. 17, pp. 20-24]
“Nessun paese capitalistico si organizzò su una base più o meno libera, più o meno democratica, senza una lotta a morte tra le diverse classi della società capitalistica. La genialità di Marx consiste nel fatto che da ciò egli seppe, per primo, trarre ed applicare coerentemente la conclusione che la storia universale insegna. Questa conclusione è la dottrina della ‘lotta di classe’. Fino a quando gli uomini non avranno imparato a discernere, sotto qualunque frase, dichiarazione e promessa morale, religiosa, politica e sociale, gli ‘interessi’ di queste o quelle classi, essi in politica saranno sempre, come sono sempre stati, vittime ingenue degli inganni e delle illusioni. I fautori delle riforme e dei miglioramenti saranno sempre ingannati dai difensori del passato, fino a quando non avranno compreso che ogni vecchia istituzione, per barbara e corrotta che essa sembri, si regge sulle forze di queste o di quelle classi dominanti. E per spezzare la resistenza di queste classi vi è ‘un solo mezzo’: trovare nella stessa società che ne circonda, educare e organizzare per la lotta forze che possano – e che per la loro situazione sociale ‘debbano’ – spazzar via il vecchio ordine e crearne uno nuovo. Soltanto il materialismo filosofico di Marx ha indicato al proletariato la via di uscita dalla schiavitù spirituale nella quale hanno vegetato fino ad oggi tutte le classi oppresse. Soltanto la teoria economica di Marx ha chiarito la situazione reale del proletariato nel regime capitalistico” (pag 66) [Lenin, ‘Tre fonti e tre parti integranti del marxismo’ (in) V.I. Lenin, ‘Karl Marx’, Editori Riuniti, Roma, 1965] [Pubblicato nella rivista ‘Prosvestcenie’ (L’educazione), n. 3, marzo 1918, Opere complete, vol. 19, pp. 3-8]