“L’articolo di Bukharin non va assolutamente (161). ‘Non c’è’ neanche l’ombra della «teoria dello Stato imperialistico». È un riassunto di dati sullo sviluppo del capitalismo di Stato e basta. Riempire di questo materiale più che legale una rivista illegale è assurdo. Bisogna rifiutare (con la massima cortesia, promettendo di adoperarsi in tutti i modi per la pubblicazione su una rivista legale) (a). Ma forse è meglio aspettare l’articolo di Iuri e non scrivere intanto a Bukharin. Aspettare anche per l’invio a Bukharin della lettera riguardante la loro «frazione», altrimenti egli penserà che abbiamo rifiutato per «spirito di frazione». (…) Porre la questione dell’«epoca» e della «’guerra in corso’» come «estremi», significa appunto cadere nell’eclettismo. Quasi che nostro compito fosse di prendere la «via di mezzo» «tra gli estremi»!!! Il problema è di determinare ‘esattamente’ il rapporto tra l”epoca’ e la guerra ‘in corso’. E appunto questo è stato fatto sia nelle risoluzioni, sia nei miei articoli: «’questa’ guerra imperialistica ‘non è un’eccezione’, ma un fenomeno tipico nell”epoca’ imperialistica». [[Tipico, non unico]]. Non si può capire una data guerra senza aver capito l’epoca. Quando si parla dell’epoca, non si tratta di una frase. È giusto. E le vostre citazioni dai miei vecchi articoli dicono ‘solo’ questo. ‘Esse sono giuste’. Ma quando ‘si comincia’ a dedurne: «nell’epoca dell’imperialismo non ‘possono’ esservi guerre nazionali», questo è un’assurdità. È un evidente errore storico, politico, ‘logico’ (poiché l’epoca è la somma di svariati fenomeni, nella quale oltre al tipico c’è ‘sempre’ dell’altro). E voi ‘ripetete questo errore’ quando scrivete nelle osservazioni: «i piccoli paesi non possono nell’epoca attuale difendere la patria» [= semplificatori]. Non è esatto!! Questo è appunto l’errore di Junius, di Radek, dei «disarmisti» e dei giapponesi!!. Bisogna dire: «’Nemmeno’ i piccoli paesi possono difendere la patria ‘nelle guerre imperialistiche’, particolarmente tipiche dell’epoca imperialistica contemporanea». C’è una differenza. Tutta la ‘sostanza’ di questa differenza è contro i ‘semplificatori’. E voi non avete notato proprio la ‘sostanza’. Grimm ripete l’errore dei semplificatori, e voi lo ‘incoraggiate’ dando una formulazione errata. Bisogna, al contrario, appunto ora (sia nelle conversazioni che nella stampa) confutare dinanzi a Grimm i semplificatori. Noi non siamo affatto contro la «difesa della patria» ‘in generale’, non siamo affatto contro le «guerre difensive» ‘in generale’. ‘Non’ troverete mai questa assurdità in nessuna risoluzione (e in nessun mio articolo). Noi siamo contro la difesa della patria e la difensiva ‘nella guerra imperialistica’ 1914-1916 e nelle altre guerre ‘imperialistiche’, tipiche dell”epoca’ imperialistica. (Nb). Ma nell”epoca’ imperialistica ‘possono’ esserci anche guerre «giuste», di «difesa», rivoluzionarie [[precisamente: 1) nazionali; 2) civili; 3) socialiste, ecc.]]” [V.I. Lenin, Lettera a Zinoviev, agosto 1916, spedita a Berna da Flüms (Svizzera). Pubblicata per la prima volta nel 1931] (pag 156-158) [V.I. Lenin, ‘Opere XXXV. Carteggio (febbraio 1912-dicembre 1922)’, Edizioni Lotta Comunista, Milano, 2002] [Lenin-Bibliographical-Materials] [LBM*] [(a) Personalmente, da parte mia, aggiungerò per Bukharin un consiglio: cambiare il titolo e lasciare la ‘sola’ parte economica. Perché la parte politica è assolutamente incompleta, superficiale, inutile] [(161) Si tratta di un articolo sullo Stato che Bukharin aveva scritto per lo ‘Sbornik Sozial-Demokrat’. L’articolo non venne pubblicato. P. 156]

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