“Karl Liebknecht was ‘the’ revolutionary leader of the German workers. (…) This is the Karl Liebknecht who was the only Deputy in the German Reichstag who had courage enough, on December 2, 1914, to shout his enthusiastic “No” to the war-intoxicated chauvinists. This is the Karl Liebknecht who, surrounded by a few young men, came out in a public demonstration against the war on the Potsdamer Platz on May I, 1916, with the slogan: “Down with the Government!”. This is the Karl Liebknecht who accepted his condemnation to four years of imprisonment with the cry: “No General has ever worn his uniform with greater pride than the pride with which I shall wear the convict’s garb!”. This is the Karl Liebknecht who, after the bloody victory of Gustav Noske’s men over the Berlin workers, when thousands of posters on walls of Berlin called for his assassination, when hundreds of murderers were being egged on to put him out of the way, wrote with his assurance of victory: «Proceed but slowly! We have not fled, we are not beaten… We are here, and here we remain! And the victory will be ours. For Spartacus means fire and spirit, Spartacus means soul and heart… For Spartacus means Socialism and World Revolution! If millions of youthful workers to-day consider it their highest goal to be similar to Liebknecht, it is for the reason that Liebknecht is the founder of the Proletarian Youth Movement, and continues to live on as the most courageous, the bravest advocate of the revolutionary class struggle, the hero of the first forceful collisions in Germany to bring about the proletarian revolution. One venerates Marx, reveres Lenin, loves Liebknecht” (pag 11-13), [Willi Münzenberg, Introduction at ‘Speeches of Karl Liebknecht, with a Biographical Sketch’, International Publishers, New York, 1927] [“Karl Liebknecht era “il” leader rivoluzionario dei lavoratori tedeschi. (…) Questo è il Karl Liebknecht che era l’unico deputato nel Reichstag tedesco che ebbe il coraggio sufficiente, il 2 dicembre 1914, per gridare il suo entusiasta “No” agli sciovinisti intossicati dalla guerra. Questo è il Karl Liebknecht che, circondato da alcuni giovani, uscì in una manifestazione pubblica contro la guerra a Potsdamer Platz il 1° maggio 1916, con lo slogan: “Abbasso il governo!”. Questo è il Karl Liebknecht che ha accettato la sua condanna a quattro anni di prigione con il grido: “Nessun generale ha mai indossato la sua uniforme con orgoglio più grande dell’orgoglio con cui indosserò l’abito del detenuto!”. Questo è il Karl Liebknecht che, dopo la sanguinosa vittoria degli uomini di Gustav Noske sugli operai di Berlino, quando migliaia di manifesti sui muri di Berlino chiedevano il suo assassinio, quando centinaia di assassini venivano incitati a farlo fuori, scrisse con la sua sicurezza di vittoria: «Avanza ma lentamente! Non siamo fuggiti, non siamo battuti… Siamo qui, e qui rimaniamo! E la vittoria sarà nostra. Per Spartacus significa fuoco e spirito, Spartacus significa anima e cuore… Per Spartacus significa socialismo e rivoluzione mondiale!». Se oggi milioni di giovani lavoratori ritengono che il loro massimo esempio sia Liebknecht, è perché Liebknecht è il fondatore del movimento giovanile proletario e continua a vivere come il più coraggioso, il più prode difensore del lotta di classe rivoluzionaria, l’eroe delle prime violente collisioni in Germania per giungere alla rivoluzione proletaria. Si venera Marx, si riverisce Lenin, si ama Liebknecht” (pag 11-13) [Willi Münzenberg, Introduzione a “Discorsi di Karl Liebknecht, con uno schizzo biografico”, International Publishers, New York, 1927]

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