“Una sorta di «filo rosso» collega senza soluzioni di continuità il ‘Manifesto’ del ’48 all”Evoluzione del socialismo’. Ciò è evidente sia nello schema generale sia nelle osservazioni relative alla borghesia, all’esaurirsi della sua funzione rivoluzionaria, alle sue stesse mutazioni intestine, al susseguire a questa del movimento operaio organizzato, in cui sono concentrate le possibilità e l’eventualità del cambiamento (Engels diceva metaforicamente che i «successori della borghesia, gli operai, già bussano alla porta»). In specie nella lunga introduzione all’edizione inglese dell”Evoluzione’, Engels riprendeva con richiami teorici e meno politici il discorso che già era stato centrale nel ‘Manifesto’ sui progressi e sulle trasformazioni delle società euro-occidentali e sulla transizione di queste da strutture feudali e post-feudali a composizioni borghesi e capitalistiche, con le forme politiche corrispondenti: ma, molto più di quanto non fosse stato fatto nel ‘Manifesto’, metteva in luce l’influsso negativo, o meglio, conservatore delle religioni, cui contrapponeva lo spirito avanzante del materialismo” (pag 236-237) [Gian Mario Bravo, Ritorno a Marx, Partito del proletariato e teoria politica in Engels e Marx, F. Angeli, Milano, 1981]

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