“Per effetto della concorrenza e dell’anarchia che regna nella produzione, la ripartizione del lavoro e dei mezzi di produzione fra le varie branche e lo sviluppo delle forze produttive nell’economia mercantile vengono ottenuti a prezzo di forti perdite del lavoro sociale e conducono a un inasprimento sempre maggiore delle contraddizioni di questa economia. Nell’ambito della produzione di merci, fondata sulla proprietà privata, l’azione della legge del valore conduce ‘alla nascita e allo sviluppo dei rapporti capitalistici’. Le oscillazioni spontanee dei prezzi di mercato attorno al valore, lo scarto dell’erogazione individuale di lavoro rispetto al lavoro socialmente necessario che determina la grandezza del valore della merce, accentuano l’ineguaglianza economica e la lotta fra i produttori di merci. La lotta di concorrenza ha come risultato che alcuni produttori di merci ‘vanno in rovina’ e crollano, altri ‘si arricchiscono’. L’azione della legge del valore provoca, in questo modo, una differenziazione fra i produttori di merci. “La piccola produzione ‘genera’ incessantemente il capitalismo e la borghesia, ogni giorno, ogni ora, in modo spontaneo e in vaste proporzioni” (1)” [Antonio Pesenti, ‘Economia politica. IV lezione. La teoria del valore’, Roma, 1955] [(1) Lenin: ‘L’estremismo malattia infantile del comunismo’, in ‘L’Internazionale Comunista’, Edizioni Rinascita, Roma, 1950, p. 126] [Lenin-Bibliographical-Materials]  [LBM*]