“Il tratto attivistico, volontaristico della filosofia di Bogdanov – che vuole rompere con il materialismo deterministico, metafisico dei marxisti “ortodossi” – è direttamente connesso con la definizione dell’essenza del bolscevismo che compare nei suoi scritti politici e programmatici: il bolscevismo è organizzazione, coscienza del proletariato e volontà della rivoluzione. Appare significativo il fatto che in ‘Materialismo ed empiriocriticismo’ Lenin non entri nel merito del programma politico-rivoluzionario di Bogdanov, della sua interpretazione del bolscevismo. In effetti, la sua stessa teoria politica si basa su una concezione del bolscevismo organizzativa, consapevole e volontaristica. E per certi aspetti, la sua prassi politica era molto più vicina all’attivismo e volontarismo di Bogdanov, che al determinismo di Plechanov. Consapevolmente, Lenin evita a questo proposito il dibattito politico. Replica a Bogdanov richiamandosi all'”ortodossia”, al materialismo deterministico di Engels, e riprende pari pari gli argomenti filosofici di Plechanov, compresa la critica dogmatica a cui questi sottopose Bogdanov non appena cominciarono ad uscire i suoi scritti. Con ciò Lenin riteneva di avere confutato l’accusa di Plechanov secondo cui il revisionismo di Bogdanov era l’autentica filosofia dei bolscevichi e secondo cui questi ultimi ricavavano il proprio blanquismo dall’eresia di Mach, tanto che, a giudizio di Plecahov stesso, solo i menscevichi erano gli autentici eredi del marxismo ortodosso. (…) Qui, a proposito del conflitto di Lenin con Bogdanov, dobbiamo constatare che se ‘Materialismo ed empiriocriticismo’ è scritto contro Bogdanov, non contiene una discussione approfondita delle sue posizioni – come ad esempio fa Plechanov in ‘Materialismus militants’ – che non avrebbe potuto sottrarsi all’analisi della sua teoria della rivoluzione proletaria. In altre parole, l’analisi di ‘Materialismo ed empiriocriticismo’ dà un contributo estremamente scarso, per non dire nullo, alla conoscenza delle differenze reali, politiche e tattiche, esistenti fra Bogdanov e Lenin; in compenso è utile per capire in che cosa consista la rielaborazione del materialismo dialettico effettuata da Lenin in un momento in cui le scienze della natura si trovano in una situazione diversa rispetto ai tempi di Engels. A ben vedere il pensiero filosofico esposto in ‘Materialismo ed empiriocriticismo’ non si sviluppa dal confronto autentico e genuino con un problema filosofico, ma ha motivazioni di ordine pratico e politico. Nel corso della formazione della filosofia di Lenin, la discussione con Bogdanov rappresenta solo una tappa, che era stata preceduta da altri momenti, da altre polemiche con altri gruppi politici, quali i populisti, i marxisti “legali”, gli economisti”  [Jutta Scherrer, ‘Bogdanov e Lenin: il bolscevismo al bivio’, (in) ‘Storia del marxismo’, Volume secondo, ‘Il marxismo nell’età della Seconda Internazionale’ Torino, 1979] [Lenin-Bibliographical-Materials]  [LBM*]

(pag 453-456)

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