“Abbiamo potuto vedere, già nel corso dello sviluppo greco, come la forma del comportamento scientifico che lo eleva consapevolmente a concezione del mondo, la filosofia, svolga addirittura una funzione di avanguardia nei confronti delle scienze particolari vere e proprie. Va da sé che è necessario un determinato grado di sviluppo delle forze produttive e, con esse, della tecnica delle singole scienze, perché possa aver luogo una riflessione e una presa di coscienza di questo genere. Ma una volta che questo movimento si verifica, esso supera di gran lunga, soprattutto in Grecia, come universalizzazione delle esperienze scientifiche, il grado che la tecnica e le scienze particolari hanno raggiunto e possono raggiungere dati i rapporti di produzione esistenti. E questa funzione della filosofia non cessa nemmeno nel periodo di grande sviluppo durante e dopo il Rinascimento. Dice Engels a proposito della funzione della filosofia nei confronti dello sviluppo delle scienze naturali: “Va ad altissimo onore della filosofia di quel tempo che essa non si lasci fuorviare dallo stato ancora limitato delle conoscenze naturali dell’epoca, e che abbia insistito – da Spinoza ai grandi materialisti francesi – sulla necessità di spiegare il mondo in base a se stesso, lasciando alla scienza naturale del futuro la dimostrazione nei particolari” (1)” [György Lukács, Estetica. Volume primo, 1970] [(1) Dialektik der Natur, cit., p. 486 (pp. 22)]

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