“Il marxismo è la teoria del movimento di liberazione del proletariato. E’ perciò evidente che gli operai coscienti debbono rivolgere la maggior attenzione al processo di sostituzione dello struvismo al marxismo. Le forze motrici di questo processo sono molteplici e diverse. Rileviamo soltanto le tre principali:

1) Lo sviluppo della scienza fornisce elementi sempre più numerosi, comprovanti che Marx ha ragione. Contro di lui conviene perciò lottare ipocritamente, senza mettersi apertamente contro le basi del marxismo, ma con uno pseudoriconoscimento di esso, castrandone il contenuto con dei sofismi e trasformandolo in una “santa icona” inoffensiva per la borghesia.

2) Lo sviluppo dell’opportunismo nei partiti socialdemocratici favorisce tale “rielaborazione” del marxismo, che viene adattato in modo da giustificare qualsiasi concessione all’opportunismo.

3) Il periodo dell’imperialismo è il periodo della spartizione del mondo tra le “grandi” potenze privilegiate che opprimono tutte le altre. Qualche briciola del bottino derivante da questi privilegi e da questa oppressione va, indubbiamente, a certi strati della piccola borghesia, nonché dell’aristocrazia e anche della burocrazia della classe operaia” [V.I. Lenin, Il fallimento della II Internazionale, 1915] [in Lenin, L’arte dell’insurrezione, antologia, 2010]

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