“Un elenco dei decreti della Comune potrebbe rappresentare a prima vista il modo migliore di conoscerne il carattere: 2 aprile, decreto che stabiliva la separazione della Chiesa dallo Stato; 3 aprile, legge che decretava un salario massimo nei pubblici impieghi; 12 aprile, decreto che sospendeva la scadenza delle cambiali; 25 aprile, requisizione per i senza-tetto degli appartamenti abbandonati; 27 aprile, divieto alla imposizione di multe e trattenute sui salari; 28 aprile, creazione di una commissione per organizzare l’insegnamento primario laico e gratuito; 4 maggio, divieto di qualunque lavoro notturno; 5 maggio, decreto che proibiva il cumulo di più stipendi. Ma, come affermò Carlo Marx, “la più grande misura sociale della Comune fu la sua stessa esistenza operante”, perché la classe operaia non aveva “utopie belle e pronte da introdurre ‘par décret du peuple'”” [Franco Andreucci, La svolta del 1870, 1969]

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