“E noto che Marx ed Engels sono sempre stati estremamente restii a definire il volto della futura società socialista, che dovrà sostituire il modo capitalistico di produzione. “Fabbricare ricette per la farmacia dell’avvenire” – hanno sempre sostenuto – non era certamente loro compito. Ciononostante le sparse indicazioni sull’ordinamento economico socialista, ritrovabili specialmente nella ‘Critica del programma di Gotha’ e nell”Antidühring”, sono state minuziosamente raccolte e commentate (anche Oskar Lange, nell’appendice a ‘On the economic theory of socialism’ – tradotto in questa raccolta – ne offre una ennesima variante). E’ stato così finalmente composto quel volume mancante alla bibliografia del socialismo scientifico, che dovrebbe avere il titolo di ‘Dopo la rivoluzione?’ (1). Forse il vizio principale di tutte queste raccolte risiede nel mancato collegamento al movimento dialettico della società borghese, analizzato nel ‘Capitale’, con i futuro assetto socialista che – bisogna ricordarlo – non nasce improvvisamente dal nulla, ma dalla dissoluzione del precedente. Contrastando queste interpretazioni, Roman Rosdolsky ha voluto invece accentuare, analizzando i manoscritti marxiani degli anni 1857-58 (2), l”elemento di continuità dialettica’ tra le condizioni attuali della produzione e le premesse storiche del nuovo stato sociale” [Giorgio Gattei, introduzione: ‘Economia politica e socialismo: un contrastato rapporto’] [(in) ‘Teoria economica e economia socialista’, raccolta di testi di un dibattito di Maurice Dobb, Oskar Lange e Abba P. Lerner, 1972] [(1) ‘All’indomani della rivoluzione sociale’ è ad esempio il titolo di una conferenza di Kautsky (1902), che ha fatto testo per molti anni all’interno del movimento socialista; (2) R. Rosdolsky, Genesi e struttura del ‘Capitale’ di Marx, 1971, pp. 477-502]

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