“Nell’analisi marxista della trasformazione economica, al potere sociale è assegnato il giusto ruolo; tuttavia, Marx indica nell’esercizio del potere da parte di una nuova classe la spiegazione della nascita del capitalismo (1). L’esperienza inglese alla fine del XVII secolo suggerisce una diversa ricostruzione storica. La nuova classe di banchieri e commercianti non trionfò, anche se promosse una vigorosa campagna in difesa della svalutazione e del libero commercio e fece uso dell’empirismo in modo socialmente radicale. Essa si fece strada fra le ombre di ricercati concettismi su ricchezza e virtù per far posto alla libera manipolazione degli elementi di mercato. La sua audacia intellettuale rese espliciti i pericoli sociali insiti nel suo programma. Opponendosi a queste teorie, comunque, la classe fondiaria dominante in Inghilterra dimostrò quanto progressista fosse ormai divenuta, perché essa non fece appello né alle tradizioni né all’autorità dello stato per favorire la sua causa, bensì ad una diversa teoria dell’economia di mercato, che aveva le stesse basi presunte della natura, le stesse regolarità e le stesse aspettative circa l’umana tendenza a ricercare il profitto (2). Nella teoria della bilancia commerciale essi trovarono un’ideologia che saldava insieme gli interessi dei datori di lavoro, la politica del liberalismo, il patriottismo dei ‘whigs’ e le virtù economiche dei puritani” [Joyce Oldham Appleby, Pensiero economico e ideologia nell’Inghilterra del XVII secolo, 1983] [(1) “Per un esame di quest’argomento si veda R.S. Neale ‘The Bourgeoisie, Historically, Has Played a Most Revolutionary Part’. Sfidando i suoi oppositori su tutti i fronti, [F.] Gardiner in ‘Some reflections’, pp. 22-23 arriva a “scoprire” l’era del capitale finanziario quando nota che gli olandesi, mandando denaro in Inghilterra “a interesse eccessivo, porteranno un considerabile aumento alle ricchezze del loro Stato senza esportare Prodotti per questo né il Lavoro della loro Gente”; (2) I moderni preconcetti sull’oligarchia dei ‘whigs’ possono essere compresi meglio comparandoli a quelli dell’opposizione al principio del XVIII secolo, come esposto da Isaac Kramnick, ‘Bolinbroke and his Circle’, Cambridge, 1968, pp. 56-83, e Pocock, ‘The Machiavellian Moment’, cit., pp. 423-61″]

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