“Il modo di concepire la ‘continuità’ e al tempo stesso il ‘ribaltamento’ nel rapporto tra marxismo e Hegel ha costituito, fin dalla morte di Marx, una sorta di pietra angolare nello svolgimento del marxismo europeo in tutte le sue varianti principali; dalla “ortodossia” al “revisionismo” bernsteiniano negli anni di massima espansione della Seconda Internazionale, dal “materialismo dialettico” al “marxismo occidentale” nel periodo della Terza Internazionale. E’ di Engels il maggior contributo ad una certa definizione del rapporto Hegel-Marx fin dalle scaturigini di quel marxismo ortodosso che sarà individuato in seguito come marxismo della Seconda Internazionale. Engels, infatti, nel 1886 pubblicava sulla rivista teorica della Socialdemocrazia tedesca il celebre opuscolo su ‘Ludovico Feuerbach e il punto d’approdo dfella filosofia classica tedesca’, a partire dal quale, per il marxismo Hegel andava scomposto in due corpi distinti: il ‘sistema’, reazionario, frutto del compromesso con lo Stato prussiano, preborghese e autoritario, ed il ‘metodo dialettico’, nocciolo vitale della scienza moderna e dunque, senza ulteriori specificazioni, anche del marxismo, che l’ereditava pari pari da Hegel. Così come sul piano politico il marxismo della Seconda Internazionale vedeva un nesso di prevalente continuità fra il compimento della rivoluzione borghese e l’avvio della rivoluzione proletaria, e concepiva quest’ultima, al fondo, come compimento di quella, previa una necessaria ‘catastrofe’ economica, del pari, sul piano teorico, l’affermazione secondo la quale “la classe operaia è l’erede della filosofia classica tedesca” veniva intesa nel senso di concepire il marxismo ed in generale la teoria della rivoluzione proletaria come inveramento e sviluppo in continuazione del filone progressista (dialettico) del razionalismo borghese. Donde un nesso di continuità Hegel-Marx quanto meno sul piano del ‘metodo dialettico’, anima profonda della riflessione hegeliana così come del marxismo. Ma forse, nell’ambito del marxismo della Seconda Internazionale, è dall’attacco di Bernstein contro la dialettica e contro l'”hegelismo” di Marx che si può imparare di più circa il significato e la centralità del rapporto con Hegel nella storia del marxismo. Infatti, nei notissimi articoli presi a pubblicare nel ’96 sempre sulla “Neue Zeit” e poi raccolti in volume con il titolo altrettanto noto, ‘I presupposti del socialismo e della socialdemocrazia’, Eduard Bernstein, inaugurando la prima e più celebre crisi internazionale del marxismo teorico, che va appunto sotto il nome di ‘Bernstein-Debatte’, sceglieva di colpire in primo luogo la dialettica di Marx, retaggio hegeliano e capo d’imputazione del “blanquismo” di Marx, da una parte, e del “catastrofismo” ortodosso dall’altra” [Giuseppe Vacca, Scienza Stato e critica di classe. Galvano Della Volpe e il marxismo, 1970]

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