“Secondo Marx ogni economia è una economia “di tempo”. La suddivisione e la successione del lavoro si realizza per le esigenze di produzione e di consumo, ma in modo che anche nel capitalismo il tempo di lavoro sia misura della produzione, anche se non della distribuzione. Alla base dei prezzi che sono di regola nel capitalismo, vi sono valori legati al tempo di lavoro. (…) Partendo da questo fatto, si può facilmente pensare che anche nel socialismo debba essere valida la legge del valore, poiché anche qui deve essere considerato il tempo di lavoro, per rendere possibile una economia nazionale. Ma il tempo di lavoro diventa valore del tempo di lavoro solo in condizioni capitalistiche, nelle quali la necessaria coordinazione sociale della produzione è soggetta al mercato e ai rapporti di proprietà privata. Senza rapporti capitalistici di mercato non vi è alcuna legge del valore anche se, pur sempre, è ancora necessario considerare il tempo di lavoro per rendere la produzione sociale adatta ai bisogni della società. E’ in quest’ultimo senso che i ‘Principi fondamentali di produzione e di distribuzione comunista’ parlano del tempo di lavoro socialmente medio. Gli autori accennano al fatto che anche prima di loro il tempo di lavoro era stato proposto come unità di calcolo economico. Essi considerano inaccettabili queste proposte perché si basano solo sulla produzione e non sulla distribuzione, e in ciò restano imparentate con il capitalismo. Secondo il loro punto di vista il tempo di lavoro socialmente medio dovrebbe avere valore sia per la produzione, sia per la distribuzione. Qui però ci si scontra con una difficoltà e debolezza del calcolo del tempo di lavoro della quale anche Marx si era accorto, non trovando alcun’altra risposta che l’abolizione del calcolo fondato sul tempo di lavoro nella distribuzione, realizzando il principio comunista “ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”. Nella sua ‘Critica al Programma di Gotha del partito socialdemocratico tedesco’, Marx mise in luce il fatto che una distribuzione proporzionale legata al tempo di lavoro, avrebbe portato con sé nuove ineguaglianze poiché coloro che producono si differenziano per le loro capacità lavorative e per le loro situazioni private. Alcuni compiono nello stesso tempo più lavoro che altri, alcuni hanno da mantenere una famiglia e altri no, cosicché l’uguaglianza della distribuzione legata al tempo di lavoro ha come effetto la disuguaglianza nelle condizioni del consumo. Marx scrisse: “In effetti a parità di lavoro prestato, e quindi a parità di usufrutto dal fondo sociale di consumo, uno ottiene più dell’altro, uno è più ricco dell’altro, ecc. Per evitare questa situazione errata, la legge dovrebbe essere disuguale piuttosto che uguale”. Sebbene egli considerasse questi inconvenienti come “inevitabile nella prima fase della società comunista”, non li considerava un principio comunista. Quando gli autori dei ‘Principi fondamentali’ affermano che la loro esposizione è “solo l’uso conseguente del pensiero marxiano”, ciò è vero unicamente nella misura in cui questo pensiero si riferisce a una fase dello sviluppo socialista, nella quale regna ancora il principio dello scambio di equivalenti, principio che troverà la sua fine nel socialismo. Per Marx era chiaro che “ogni distribuzione dei mezzi di consumo è solo la conseguenza della distribuzione dei mezzi di produzione”, e che “quando i mezzi di produzione saranno proprietà dei lavoratori stessi, ne conseguirà una distribuzione dei mezzi di consumo differente da quella attuale”. I possibili difetti di una distribuzione legata al tempo di lavoro, non potevano dunque essere superati con una scissione tra la produzione e la distribuzione, poiché il governo della produzione da parte dei produttori comprende anche il loro controllo sulla distribuzione, così come la determinazione della distribuzione da parte dello Stato – l’assegnazione dall’alto – comprende anche il controllo statale della produzione” [introduzione di Paul Mattick (1970) in Aa.vv, Principi fondamentali di produzione e di distribuzione comunista,1974]

 

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