“Poiché, a cento anni dalla morte, nessuno, marxista o non marxista che sia, dubita che Marx debba essere considerato un classico nella storia del pensiero in generale e anche in quella del pensiero politico, mi sono proposto di mettere a confronto la teoria politica di Marx con alcune di quelle i cui autori sono concordemente chiamati i “classici” del pensiero politico, da Platone a Hegel, e di indicare, attraverso un procedimento di comparazione per affinità e differenze, quale possa essere il posto della teoria dello stato di Marx nella storia del pensiero politico. (…) Nel confronto prescindo completamente dalla maggiore o minore conoscenza che Marx abbia avuto degli scrittori politici che l’hanno preceduto. Quello che intendo fare non è un discorso sulle fonti del pensiero politico di Marx. Che Marx conoscesse la ‘Repubblica’ di Platone, la ‘Politica’ di Aristotele, Machiavelli, il ‘Trattato teologico-politico’ di Spinoza (che aveva letto nel 1841 per la preparazione agli esami), Hobbes, Locke, Montesquieu, Rousseau e, naturalmente Hegel, è ben noto. Ma non è detto che Marx, conoscesse tutti gli scrittori politici che hanno in qualche modo contribuito a costituire il corpo della storia delle dottrine politiche. Ed è anche da considerare il fatto che non tutti i grandi scrittori politici vengono citati, specie nel ‘Capitale’, per le loro idee politiche, essendo per lo più citati per le loro idee economiche (sino alla scoperta dell’economia politica ed anche oltre, si pensi a Hegel, e a cominciare da Aristotele, la trattazione dell’economia fa parte integrante della politica). Per menzionare un solo esempio, ma oltremodo significativo, nel ‘Capitale’, il ‘Leviatano’ di Hobbes, questo monumento della filosofia politica moderna, viene citato per il famoso passo in cui Hobbes scrive che “il valore d’un uomo è, come per tutte le altre cose, il suo prezzo; vale a dire quanto si dà per usare la sua forza”. Preciso infine, e così chiudo il preambolo, che per teoria marxiana dello stato intendo quella che si può ricavare, a mio avviso inequivocabilmente, da alcuni passi più volte elencati dagli studiosi, dei ‘Manoscritti del 1844′, dell”Ideologia tedesca’, della ‘Sacra Famiglia’, del ‘Manifesto’, della ‘Prefazione’ alla ‘Critica dell’economia politica’, dei ‘Grundrisse’, e del ‘Capitale’, nonché dalle opere storiche come ‘Il 18 brumaio’ e da quelle politiche come ‘La guerra civile in Francia’”. [Norberto Bobbio, Marx, lo stato e i classici, 1983]

Chiudi il menu