“La relazione che intercorre fra valore, prezzi di produzione e distribuzione del reddito è riassunta da Marx nel seguente modo. “La distribuzione del profitto sociale in conformità a questo saggio [generale del profitto] fra i capitali investiti nelle diverse sfere di produzione, crea prezzi di produzione, che differiscono dai valori delle merci (…). Questo scostamento, tuttavia, non sopprime (…) la determinazione dei prezzi per mezzo dei valori (…). Mentre il valore di una merce era uguale al capitale in essa consumato più il plusvalore in essa contenuto, il suo prezzo di produzione è ora uguale al capitale (…) in essa consumato, più il plusvalore che ad essa tocca in virtù del saggio generale del profitto, p. es., il 20% sul capitale anticipato per la sua produzione (…). Ma questa aggiunta del 20% è essa stessa determinata dal plusvalore creato dal capitale complessivo sociale e dal rapporto in cui il plusvalore sta con il valore del capitale” (Il Capitale, libro III). In questo senso Marx parla dei “valori che si nascondono dietro i prezzi di produzione e li determinano in ultima analisi”” [Fernando Vianello, Plusvalore e profitto in Marx] [in ‘Prezzi relativi e distribuzione del reddito’, a cura di Paolo Sylos Labini, 1973]

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