“La convinzione di un intimo nesso fra filosofia e politica, che Marx, in comune con tutto il suo gruppo, aveva accettato come un assioma nei suoi anni di studente, rimase parte del suo ‘credo’. “La filosofia – egli diceva in quel tempo – non può essere realizzata senza l’ascesa del proletariato; e il proletariato non può ascendere senza la realizzazione della filosofia”. Per i popoli di lingua inglese, che non prendono sul serio la filosofia, codesto può sembrare un pensiero strano, salvo che non abbiano imparato ad accettare il ‘credo’ comunista; per Marx, in questo caso, sembra, la realizzazione della filosofia aveva la stessa importanza dell’ascesa del proletariato. Egli infatti era bene incamminato verso la teoria che tutta la filosofia è l’espressione delle condizioni economiche. La sua amicizia con Engels ebbe inizio a quest’epoca, a Parigi, nel 1844, Engels era di due anni più giovane di lui e aveva subito nei suoi anni universitari le stesse influenze intellettuali; ma suo padre possedeva filande di cotone in Germania e a Manchester; e a Manchester egli era stato mandato a lavorare nell’azienda familiare. Ciò gli aveva procurato una conoscenza di prima mano dell’industrialismo del tempo e delle condizioni di una fabbrica inglese in un periodo assai brutto. In quel tempo egli stava scrivendo il suo libro sulle condizioni della classe operaia inglese, in cui si serví con forza dello stesso tipo di materiale di cui si serví poi Marx nel primo volume del ‘Capitale’. E’ un’opera concreta, piena di fatti, tratti da fonti ufficiali, pessimista per il presente ma piena di speranza di una rivoluzione proletaria nel prossimo futuro. Quest’opera ci permette di giudicare dell’importanza da attribuire a Engels nell’opera comune dei due uomini. Marx, finché non incontrò Engels, rimase troppo accademico. Vi erano mali sul continente forse così gravi come in Inghilterra, ma erano meno moderni e meno adatti a farne un atto d’accusa contro il capitalismo. Engels ridusse sempre al minimo la sua parte in tutto quello che fece insieme a Marx, ma senza dubbio essa fu molto grande. E soprattutto egli indirizzò per primo l’attenzione di Marx verso il genere di fatti più acconci a conquistare il consenso alla sua teoria economica. La concezione materialistica della storia, almeno nelle sue linee principali, sembra essere stata scoperta indipendentemente dai due uomini, prima che cominciasse la loro collaborazione” [Bertrand Russell, Storia delle idee del secolo XIX, 1985]

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