“L”Eraclito l’oscuro’ di Lassalle il chiaro è ‘au fond’ un ben insulso pasticcio. A ciascuna delle sue molte immagini con cui Eraclito esprime l’unità di affermazione e negazione, Lassalle ‘steps in’ [s’intromette] e con l’occasione ci dà in dono, sempre in tutta la sua estensione, un qualsiasi capitolo della ‘Logica’ di Hegel, che con questo procedimento ci guadagna ‘hardly’ [difficilmente]: come uno scolaretto che deve dimostrare in un compito di aver capito il suo “essere” e il suo “fenomeno” e il “processo dialettico”. Quando uno scolaretto si è cacciato in testa concetti del genere, si può essere sicuri che tuttavia saprà esattamente seguire questo procedimento del pensiero soltanto secondo la ricetta prescritta e nelle ‘formes sacramentales’. E’ proprio il caso del nostro Lassalle. Pare che abbia cercato di chiarirsi le idee sulla ‘Logica’ di Hegel studiando Eraclito e che non si sia mai stancato di ricominciare da capo questo procedimento. Per quel che riguarda l’erudizione, se ne fa un’enorme ‘exhibition’. Ma chi è del mestiere sa quanto poco costi mettere insieme una siffatta raccolta di citazioni quando si ha tempo e denaro e quando si riceve direttamente a casa per posta, ‘ad libitum’, la biblioteca del’Università di Bonn come il signor Lassalle”. [Marx a Engels, 1° febbraio 1858] [in Carteggio Marx Engels, Vol. III, Edizioni Rinascita, Roma, 1951]

 

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