“Perché la continua vittoria dell'”ordine” in tutti i punti d’Europa, perché questa serie delle innumeri, sempre ripetute sconfitte del partito rivoluzionario, da Napoli, Praga e Parigi a Milano, Vienna e Francoforte? Perché tutti i partiti sanno che la battaglia che si prepara in tutti i paesi civili è tutt’altra di quella delle rivoluzioni che si sono avute sino ad ora, e assai più pregna di significato; perché si tratta, a Vienna come a Parigi, a Berlino come a Francoforte, a Londra come a Milano, dell”abbattimento del dominio politico della borghesia’, di un rivolgimento le cui prossime conseguenze già riempono di terrore tutti i borghesi abbienti e speculanti. Vi è forse ancora nel mondo un centro rivoluzionario ove, negli ultimi cinque mesi, sulle barricate, non abbia sventolato la bandiera rossa, il segno di battaglia del proletariato europeo affratellato? (…) Perciò, per i fatto che, da ogni insurrezione che oggi scoppia, la borghesia è minacciata direttamente nella sua esistenza politica, e indirettamente nella sua esistenza sociale, – di qui tutte queste sconfitte. Il popolo, generalmente inerme, ha da combattere non soltanto contro il potere dello Stato burocratico e miliare, assunto dalla borghesia, ma anche contro la stessa borghesia armata (…)” [articolo attribuito a Marx, ‘Dall’insurrezione di Francoforte’, Neue Rheinische Zeitung, 21 settembre 1848, N° 108, pag 1] [in ‘Il 1848. Raccolta di saggi e testimonianze’, Quaderni di Rinascita, Roma, 1948]

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