“Jenny, la figlia maggiore di Karl Marx, è morta l’11 gennaio ad Argenteuil, vicino a Parigi. Era sposata da circa otto anni con Charles Longuet, già membro della Comune di Parigi e attualmente redattore di Justice. Jenny Marx, nata il 1° maggio 1844, era cresciuta nel bel mezzo del movimento operaio internazionale, cui ella era profondamente attaccata. Nonostante una certa reticenza, che talvolta poteva apparire come timidezza, ella mostrava quando necessario una presenza di spirito e un’energia che susciterebbero l’invidia di molti uomini. Quando la stampa irlandese rivelò l’infame trattamento cui venivano sottoposti in carcere i feniani condannati nel 1866 e successivamente, mentre i giornali inglesi si ostinarono a ignorare tali atrocità, e quando il governo Gladstone, nonostante le promesse fatte durante la campagna elettorale, si rifiutò non solo di amnistiarli ma persino di migliorare le loro condizioni, Jenny Marx trovò la maniera di costringere il pio sig. Gladstone a prendere immediati provvedimenti. Ella scrisse cioè due articoli per la ‘Marseillaise’ di Rochefort, in cui descriveva il trattamento riservato ai prigionieri politici nell’Inghilterra amante della libertà. Fu una mossa molto efficace, in quanto non era possibile rimanere insensibili alle rivelazioni di un grande giornale parigino. Poche settimane più tardi O’Donovan Rossa e la maggior parte degli altri detenuti erano liberi e già in viaggio per l’America” [Friedrich Engels, ‘Jenny Longuet, nata Marx’, Londra 13 gennaio 1883, Pubblicato nel Sozialdemokrat, 18 gennaio 1883] [in Marx Karl Engels Friedrich, L’Irlanda e la questione irlandese, 1975]

 

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