“Scontata la pena, Lenin cercò di riprendere i contatti con i circoli marxisti di Pietrogrado, ma le intenzioni «omicide» della polizia zarista lo costrinsero nuovamente all’esilio. Convinto che «nell’Europa moderna, senza un organo di stampa politico, è inconcepibile un movimento che meriti d’essere chiamato politico» cioè che è «assolutamente impossibile concentrare tutti gli elementi di malcontento e di protesta politica», egli pensò di realizzare questa idea a fianco di Plechanov, che allora viveva in Svizzera. (…) E così, dopo aver contattato numerose organizzazioni socialdemocratiche della Russia ed essersi accordato per un loro appoggio al giornale e aver designato i futuri collaboratori e corrispondenti, Lenin, con l’appoggio di Plechanov – il quale comunque si assicurò la maggioranza della propria linea nella redazione e con l’assistenza della sua infaticabile moglie, fece dell’ «Iskra» (La Scintilla) il centro illegale di unificazione delle forze del partito, di reclutamento e di formazione dei quadri. (…) I corrispondenti dell’ «Iskra» – svolgevano in Russia un lavoro molto difficile e pericoloso. Soggetti a costanti repressioni poliziesche, i vari Babushkin, Baumann, Sverdlov, Kalinin, Zelikson, Petrovskij, Stasova, e molti altri ancora diffondevano le copie del giornale, le ristampavano con tipografie ‘in loco’, inviavano alla redazione lettere, articoli, materiali, organizzavano raccolte dei fondi. Lenin non si stancava di ripetere che «la forza di un’organizzazione rivoluzionaria sta nel numero dei suoi collegamenti». È proprio in virtù di questi collegamenti che l’ «Iskra» potrà percorrere clandestinamente le maggiori arterie europee: da Londra a Kiev per Vienna e Leopoli, da Londra a Vrna (porto bulgaro su mar Nero) da dove raggiungeva Odessa, da Londra al mar Nero via Alessandria d’Egitto, dall’estremo nord della Norvegia ad Arcangelo, da Stoccolma a Riga e Pietroburgo e via dicendo. Nella primavera del 1903 Lenin è costretto a lasciare Londra per Ginevra, dove comincerà a elaborare, insieme alla redazione, un progetto di programma di partito. Resosi conto che la linea dell’ «Iskra» aveva già conquistato la maggioranza fra i comitati marxisti russi, non gli restava altro da fare che preparare la convocazione del II congresso del Posdr. (…) Il congresso, che aprì i suoi lavoro nell’estate del 1903 a Bruxelles e che li concluse a Londra, fu teatro di una grande lotta sulle questioni tattiche, programmatiche e soprattutto organizzative. (…) Si approvò un programma coerentemente marxista, quale non possedeva a quell’epoca nessun altro partito operaio al mondo, un programma che i militanti dovevano accettare integralmente, impegnandosi di persona in una delle organizzazioni di partito. «Bisogna preparare uomini che consacrino alla rivoluzione non solo le sere libere, ma tutta la loro vita», aveva scritto Lenin nel n. 1 dell’ «Iskra»” (pag 11561-1564) [Antonio Carone, ‘1900: nasce l’ «Iskra»’, Il Calendario del Popolo’, Milano, n. 489, giugno 1986]